Xabier Iriondo – Irrintzi (Brigadisco/Wallace/Phonometak/Santeria e altre, 2012)

Il primo album solista di una delle figure più presenti, in molteplici vesti, nel giro indipendente italiano è certamente un evento, che viene onorato con un insolito doppio vinile in cui ogni disco presenta un lato inciso e uno serigrafato: sul primo troviamo pezzi originali, sul secondo cover. Ad accompagnare il musicista sono, di volta in volta, i compagni di tante passate (e future) avventure. L’operazione è ad alto rischio autocelebrazione, e in effetti la cosa non viene del tutto elusa, ma l’album riserva comunque qualche sorpresa. Irrintzi è concepito come un autoritratto che mostri le molteplici facce di Xabier Iriondo, così come le sue fonti d’ispirazione, sacrificando la scorrevolezza dell’ascolto a favore di un percorso a zig-zag che contribuisce a integrarne la discografia e la biografia, andando a colmare alcuni vuoti.
Diversi dei pezzi presenti ci dicono cose risapute, ma che fa piacere risentire; è il caso dell’ottimo avant-blues de Il Cielo Sfondato (con Paolo Tofani alla chitarra sinth e Gianni Mimmo al sax), che evoca i Polvere, di una distortissima Irrintzi, in quota Uncode Duello e della motorheadiana The Hammer, resa weird con l’aiuto di Stefania Pedretti, ormai assidua collaboratrice del nostro, alla voce e Bruno Dorella alle percussioni. Nota è anche la sua passione per Springsteen, tributato in una Reason To Belive (cantata da Paolo Saporiti) che pare un fuzz remix e non sarebbe dispiaciuta ai Suicide (e quindi nemmeno all’autore di Nebraska), ma che richiama inevitabilmente anche gli Afterhours di Milano Circonvallazione Esterna. Sempre alla band milanese, ma al periodo anglofono e più veemente, rimanda la non irresistibile versione di Cold Turkey del Lennon solista e non è un caso che ci troviamo dentro Manuel Agnelli, Giorgio Prette e Roberto Dell’Era. Discorso diverso per la medley fra la Preferirei Piuttosto del geniale e misconosciuto Francesco Currà e Gente Per Bene, Gente Per Male di Lucio Battisti, che rappresenta uno dei picchi della raccolta: ripresa pari pari la prima (fino a far pensare si tratti di un campionamento), il brano battistiano è invece reso in puro stile Shipwreck Bag Show, rivelando il punto di partenza e di ipotetico arrivo di questo progetto, un paradossale pop autoriale, al contempo melodico e ostico; stavolta ad accompagnare Iriondo sono Cristiano Calcagnile alla batteria e Roberto Bertacchini alla voce. Note sono anche le origini basche di Iriondo, ma non si erano mai manifestate in maniera così evidente; qui invece i titoli in lingua euskara contraddistinguono i momenti meno risaputi e più toccanti. Oltre al già citato brano eponimo, ne portano i segni il raga di Elektraren Aurreskua, tutto ritmi acustici (ad opera di Gaizka Sarrasola), field recording ed elettronica e la narrazione ad opera del padre del musicista, accompaganta dal Mahai Metak, di Gernika Eta Bermeo, che fissa per la prima volta su disco le atmosfere che conosciamo dalle esibizioni in solo. Infine, l’inno di lotta dell’indipendentismo basco Itziar En Semea è rivisto ancora una volta a colpi di chitarrismo fuzzoso e slabbrato, con tutta evidenza il suono più presente dell’album, elemento in qualche modo unificante, che non a caso contraddistingue i due migliori progetti di Iriondo, i già citati Uncode Duello e Shipwreck Bag Show. Tirando le somme, Irrintzi è un disco che non ci dice nulla di nuovo, ma lo fa benissimo, annoverando tra l’altro alcuni dei migliori brani mai composti e/o eseguiti (nel caso delle cover) di tutta la carriera di Iriondo.

Tagged under: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Blast from the past!

Micah P. Hinson – 16/07/10 Verona Folk Festival (Bovolone -…

Nel cartellone di quello che è certamente il festival peggio pubblicizzato della storia si poteva scorgere, fra i nomi della…

12 Jun 2010 Live

Read more

Andrea Senatore - Vulkan (Minus Habens, 2014)

Avevamo lasciato il talentuoso compositore oltre un anno fa all'interno della preziosa collaborazione con Giovanni Sollima (sempre su Minus Habens).…

08 Jul 2014 Reviews

Read more

Rotadefero – Discodefero 7” (Zen Hex, 2017)

Cristiano D’innocenti e Tommaso Garavini erano, un eone fa, batteria e voce dei romani Concrete, un gruppo che definire hardcore…

28 Apr 2017 Reviews

Read more

Fabio Perletta - Field: Atom(s) Entropy (Farmacia901, 2013)

Fabio Perletta ha imparato dai grandi nomi come Taylor Dupree, Lawrence English e Steve Roden ad essere leggero come una…

21 Oct 2013 Reviews

Read more

Hazardous Waste - Double Penetration (Autoprodotto, 2013)

Ancora loro. Dopo lo sfacelo a tutta velocità del Coche Boogalero dopo solo pochi minuti ritornano gli Hazardous Waste con…

28 May 2013 Reviews

Read more

Andrea Bolzoni / Luca Pissavini - Duna Lacera (Bunch, 2013)

Bunch records è l'etichetta che Luca Pissavini ha creato per pubblicare la sua musica e Duna Lacera è il disco…

23 Oct 2014 Reviews

Read more

Newtone 2060 - Shot (Fratto9 Under The Sky, 2011)

Sono innamorato di questo disco fin dalla prima traccia che avevo ascoltato in rete: non sapevo neppure di chi si…

16 Aug 2011 Reviews

Read more

The Lavender Flu - Heavy Air (Holy Mountain, 2016)

Mentre i mitici Sic Alps ci hanno lasciato da un po' di tempo a bocca asciutta, a compensare la perdita…

08 Mar 2017 Reviews

Read more

Electric President - S/T (Morr Music, 2006)

Piccoli mostricciattoli crescono. Dopo le Ian Fays ti rendi conto che ci sono dischi che, passato un entusiasmo iniziale, si…

09 Oct 2006 Reviews

Read more

Volcano! - Paperwork (Leaf, 2008)

Per un gruppo come i Volcano! è difficile aspettarsi certezze. Dopo aver mescolato tutte le carte dei generi, senza mai…

23 Sep 2008 Reviews

Read more

qqqØqqq / Kaosmos - Sins and Destiny Revelations Under…

Nasce grazie all’inedito triangolo Francia-Italia-Turchia questo Sins And Destiny Revelations Under A Buried Sun, dove i qqqØqqq da Treviso incontrano…

15 Jul 2020 Reviews

Read more

Absinthe (Provisoire) - Alejandra (Distile, 2006)

C’era una volta il rock noise francese e a quanto pare c’è ancora e tutto sommato verrebbe da dire anche:…

15 Dec 2006 Reviews

Read more

Sodapop Fizz - Anno 3 Puntata 33 (11/06/15)

Puntata numero trentatre della terza stagione di The Sodapop Fizz, Emiliano e Massimo in un episodio dedicato ai loro chitarristi…

14 Jun 2015 Podcasts

Read more

Nuno Moita/Matteo Uggeri - Bathala (Old Bicycle, 2013)

Provate a prendere il vostro registratore digitale o a cassette o minidisk che sia, e andare in giro a registrare…

07 Apr 2014 Reviews

Read more

Atomic Papas - The Invisible Man (Hellbones, 2020)

Rockabilly di ampio respiro quello proposto dal terzetto toscano che, benché di recente fondazione, dimostra un rilassato e disinvolto affiatamento…

27 Oct 2020 Reviews

Read more

Mob - Polygon (Quatermain, 2007)

Quando mi capita di immergermi in ben due dischi provenienti dallo stesso sottobosco, mi viene da domandarmi subito quale sia…

18 Nov 2007 Reviews

Read more
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
Back to top