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Tag Archives: psychofagist

Hibagon – Polyposmic (Taxi Driver, 2019)

Matematica impossibile, cosmica e con derive metalliche neanche troppo mascherate. Album totalmente strumentale per questo duo bergamasco interamente dedito ai tempi dispari e al sanguinolento levare della batteria. E quindi devozione totale alla tecnica, all’elaborazione dei pezzi derivata dall’ improvvisazione e dalle continue prove. Anima jazz gelida come ghiaccio secco e un mood alla Dllinger…

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Dalila Kayros – 02/03/13 Il Revisionario (Brescia)

Fossimo dediti alle classifiche di fine anno, Nuhk di Dalila Kayros finirebbe certamente in testa alla mia lista; grande era quindi la curiosità di verificare dal vivo quanto di buono ascoltato sul disco. A darmene l’occasione è il piccolo ma attivissimo circolo bresciano Il Revisionario, che fornisce il palco all’artista sarda di ritorno dalle date europee in compagnia degli Psychofagist e pronta per una serie di date future, fra cui spicca quella di spalla a Lydia Lunch a Bologna. …

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Andrea Senatore & Giovanni Sollima – De/Nucleo (Minus Habens, 2012)

Dopo Psychofagist vs Napalmed, proseguiamo con le scellerate collaborazioni, questa volta nei piani alti dell’empireo andando a scomodare addirittura Giovanni Sollima: tra i più celebrati violoncellisti di scala internazionale, qui in un faccia a faccia con un vero e proprio (S)compositore contemporaneo. Andrea Senatore per l’appunto, enfant prodige dell’elettronica colta che nel rooster Minus Habens sembra aver trovato il proprio humus definitivo. Il progetto è quasi un concept sugli elementi. Il violoncello di Sollima (un Francesco Ruggeri del 1679) viene sbriciolato in frattali sonori e ricostruito nelle atmosfere universali e acquose del giovane Senatore che pare percorrere un viaggio ideale dalla creazione del globo. …

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Psychofagist W/Napalmed – Songs Of Faint And Distortion (Fobofile, 2013)

Un occhio al cuore ed un occhio alla testa. I mangiatori di psiche non hanno mai perso di vista il timone in un’epoca di follia senza ritorno che incarna perfettamente il mood dei loro pezzi. E se a prima vista questa scellerata collaborazione con i pluricitati Napalmed potrebbe spaventare, dopo un ascolto approfondito invece, la percezione netta è che la centrifuga controllata del trio lombardo non si sia smarrita per spingersi verso meandri di sperimentazione scatologica e di difficile digestione. Al contrario, l’interazione con i cechi risulta strisciante tanto da rendere più introspettivo e onirico l’intero progetto. …

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