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Tag Archives: leg leg

Sons of Viljems: Grigio di Londra

Quella dei Sons of Viljems è una storia nata per caso, in una città che offre molteplici possibilità di collaborazione e, ovviamente, anche molti stimoli per metterle in campo. Andrea Giommi, chitarrista italiano già conosciuto per aver militato in importanti band post punk/wave come Edible Woman e Leg Leg, proprio in quel della City viene in contatto casualmente nel 2013 con…

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Mattia Coletti – The Land (Bloody Sound Fucktory/Town Tone/Wallace, 2011)

Verso l’opera di Mattia Coletti nutro sentimenti contrastanti: ho amato incondizionatamente ogni suo lavoro in duo, dai Polvere (con Xabier Iriondo) a Christa Pfangen (con Andrea Belfi), da 61 Winters Hat (con Fabio Magistrali) a Falling Birds (con Above The Tree), mentre le cose in gruppo (Sedia e Leg Leg) mi hanno sempre colpito poco. Dei lavori solisti ho molto apprezzato il primo, Zeno, meno il troppo lineare seguito, Pantagruele. Questo The Land segna una decisa ripresa. …

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Wallace Fest Pt.1 – 05/03/10 Bloom (Mezzago – MI)

Giunta all’undicesimo anno di attività la Wallace Records festeggia il decennale (le donne sanno essere davvero diaboliche…) e non può che farlo al Bloom, locale dove Mirko Spino, mente e braccio dell’etichetta, è nato e cresciuto e dove, da quando portava ancora i calzoncini alla Angus Young, è stato educato da alcuni dei nomi migliori del panorama nazionale e non. Due serate, il venerdì e la domenica, dove si esibiscono gli autori delle uscite più recenti e prossime, da Jelaousy Party a Squarcicatrici, dagli X-Mary ai Camillas, fino a Ultravixen e Hutchinson. …

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Leg Leg – Manta (Wallace, 2009)

"Ma l'amor mio non muore" e così la Wallace pur sfornando dischi diversi a ripetizione mantiene un suo profilo o forse dovrei dire più un'estetica "rock" ed i Leg Leg si inseriscono perfettamente in questo filone. Più che di rock dovrei parlare di post-math rock, i riferimenti sono i Don Caballero di What Burns Never Returns (mai troppo osannato) i Lustre King o comunque gruppi della My Pal God, Ohio Gold et similia… in pratica non tanto quel suono Touch and Go sempre vagamente storto ma quel post-rock che ha preso il largo da molte formazioni emo ed indie come i Paul Newman.

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