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Black Lava – Lady Genocide (Hellbones, 2019)

Schegge radioattive scagliate in una corsia d’ospedale e conficcate sulle pareti bianche. Questa è la perfetta sintesi del progetto condiviso da illustri nomi dell’ underground nostrano e coprodotto dal sempriterno Eraldo Bernocchi. Uno shaker di metallo 2.0: l’heavy metal  che ha scollinato tutto e non si riconosce pù in nulla. Particelle di Immortal come di…

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Turnstile – Nonstop Feeling (Reaper, 2015)

Per tutti voi che amate le sonorità più muscolari e il groove pesante potrebbe essere arrivato uno dei dischi dell’anno. Sono in cinque e vengono dalla zona di Baltimora: in meno di mezz’ora ci deliziano con dodici brani che senza perdere nulla del retroterra più urbano e violento del New York Hardcore si sposano a influenze e inflessioni eterogenee, cosa peraltro non nuova alle varie band che hanno messo la Grande Mela sulla mappa del rock più duro. …

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Lleroy – Soma (Blinde Proteus/Bloody Sound Fucktory et al., 2013)

Beh. Per farla breve: uno degli Io Monade Stanca mi contatta per sapere se si può parlare dell’ultimo disco dei Lleroy, trio – che dire power è poco – di Jesi, che è proprio una bomba. Io ascolto pensando chissà se è vero, mi pare più che vero, accetto ed ecco qua. Nel dettaglio: chitarra (più che tosta e diretta, direi asfaltante – Tignola, Don Peridone), basso e batteria (che martellano senza pietà alcuna – Cuoridleone -) al secondo lavoro che si regge egregiamente su pezzi di una potenza assoluta. Quel che sul bus, pur avendo le cuffie, fa girare la gente nelle tue vicinanze con occhi strabuzzanti. …

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Luca Collepiccolo: da Blast a Blow Up magazine, il Lester Bangs capitolino?

Non ho mai amato l'idea di critica musicale e nonostante lo menzioni nel titolo, Lester Bangs mi mette tristezza, la pseudo sociologia di Simon Reynolds mi annoia ancora di più, per non parlare dei suoi epigoni dell'ultima ora che passano da ascoltare i Bluvertigo (… e in questo non ci sarebbe nulla di male), a "trovarsi" esperti di musica indipendente o addirittura di avanguardia dopo cinque minuti, ma in fin dei conti questa è la patria dei "tuttologi", il paese in cui tutti siamo più furbi e genericamente "più meglio" degli altri. Nonostante questo, capisco l'utilità delle riviste, della critica (di quella un po' meno) ed nonostante uno poi diventi un rompi coglioni come il sottoscritto, nessuno è "nato imparato" e quindi è normale che i più giovani e i "non addetti al settore" cerchino qualcuno che li accompagni e li orienti. C'è stato un tempo in cui da sbarbatello sono stato un avido lettore di riviste e c'è stata qualche "penna" che mi ha influenzato nel comprare dischi e nello sperimentare gruppi nuovi, Luca Collepiccolo è una di queste. …

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