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Daughter – 10/07/13 Teatro Arena Conchiglia (Sestri Levante – GE)

Bella sorpresa il cartellone del Mojotic quest’estate, con una programmazione che punta a nomi di richiamo, come una cittadina turistica del calibro di Sestri Levante merita. I vari luoghi dove si svolgeranno le date infatti sono particolarmente suggestivi ed è giusto che gli sia fatto onore con musica di qualità: scelte che si orientano sull’indipendente, ma spaziano abbastanza per soddisfare gusti differenti. Per quanto ci riguarda la serata in questione è la più interessante della stagione e non intendiamo perdercela per niente al mondo. Gli inglesi Daughter sono un nome molto chiaccherato in patria, ma non senza una ragione: non sono infatti uno dei soliti nomi da hype fine a sé stesso, perché pur non proponendo nulla di nuovo, il gruppo guidato dalla bella voce e dalle belle canzoni di Elena Tonra rapprensenta una perfetta fusione tra la musica intimista da cameretta alla Broken Dog (recuperateli!), la voce cristallina di una Suzanne Vega, echi anni ottanta alla The XX e gocce di postrock a fare da contorno. Arrivati a Sestri Levante ci incamminiamo verso il centro per trovare il Teatro Arena Conchiglia proprio alla fine di via XXV Aprile: circondato dal mare su tre lati, proprio in mezzo alle due baie, lievemente soprelevato tra le file di case; i posti dell’anfiteatro hanno la visuale sulle colline appena illuminate dalle luci delle case e godono di una bell’aria fresca estiva: un posto da sogno, insomma, e il bello deve ancora iniziare! Attorno alle dieci, dopo un set di apertura davvero trascurabile, i Daughter salgono sul palco e sciorinano quasi tutti i brani della loro discografia, una dozzina di canzoni eccellenti tratte da praticamente tutte le loro uscite, convincendo in pieno il caloroso pubblico presente. I tre, aiutati da un polistrumentista,daughterlive2 dimostrano subito di essere musicisti di buon livello, suonando in modo eccellente, per un concerto davvero emozionante: qualche sbavatura nella seconda parte del set per la Tonra rende la serata più “umana”, ma nulla toglie alla classe della chitarrista/cantante, dotata di una voce davvero ammaliante e di una scrittura dei brani naturale, lucida e intelligente. Una dopo l’altra le canzoni scorrono via, tra atmosfere più o meno tranquille, ma sempre ad alto tasso di malinconia, testi intriganti e soluzioni semplici ma mai banali: aiutano in questo la interessante commistione di batterie sintetiche e analogiche suonate da Remi Aguilella, perfetto sostegno sia per i momenti più ambientali che per i crescendo in odore di postrock, e le sei corde di Igor Haefeli, dedito ad accompagnare e “riempire” il suono della chitarra della Tonra. L’atmosfera intima del luogo, l’attenzione ed il calore del bel pubblico non fanno che aiutare la serata che decolla fin dal primo brano: la band ringrazia più volte per l’accoglienza per la loro prima data in Italia e suona tutte le canzoni che può, finendo il concerto senza bis (cosa che personalmente ho apprezzato molto) e dedicandosi poi lungamente agli autografi. All’uscita abbiamo tempo per un bel gelato al mitico Baciocco, prima di tornare a casa felici, con nel cuore una serata che non dimenticheremo tanto facilmente.

Fotografie di Michele Lepera

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