Six Minute War Madness – Full Fathom Six (Wallace/Santeria, 2010)

Solitamente non ci occupiamo di ristampe, ma se vale la pena fare un’eccezione, è per un disco come questo. Grazie alla Wallace Records torna disponibile il terzo album dei Six Minute War Madness, che rappresentò il canto del cigno del gruppo. Oltre alle sedici originali questa edizione comprende anche cinque tracce dal vivo registrare al Bloom nel 2000 e un secondo CD che raccoglie varie rarità: il demo, alcune tracce uscite su varie compilation, fra cui Lubrificant For Your Mind, provini di vari periodi e ancora alcune registrazioni live del ‘98. Era il 2000, stesso anno di Illu Ogod Ellat Rhagedia degli A Short Apnea di cui i qui presenti Cantù, Iriondo e Magistrali erano i componenti e Ciappini occasionale collaboratore; Full Fathom Six, di quell’album, era in un certo senso il gemello orecchiabile, incanalando molti dei suoni e delle idee contenutivi verso un ambito più rock, ambito che vedeva così i suoi confini allargarsi sensibilmente. Siamo di fronte all’apice del post rock italiano, laddove ognuno dei tre elementi raggiunge il massimo livello di evoluzione e al contempo, si armonizza con gli altri: il post delle dilatazioni e delle dissonanze, in buona parte figlio del kraut più ostico, si fonde con la fisicità di un rock che, abbandonate le pesantezze dei ’70, traghettate fin qui dal grunge, conserva l’impatto e la ruvidità, finanche la violenza (Prima Noia). Infine il cantato in italiano, mai così a proprio agio su partiture varie e complesse, alterna melodia e parti recitate che segnano il superamento del modello Massimo Volume; il merito va iscritto in toto a un Federico Ciappini  all’apice della maturità lirica e vocale.  Tokyo, Uomini Cattivi Non Ho L’Età Per Lasciarli Vivi, Washington Che Urla, ma in definitiva tutto l’album, che fluisce senza soluzione di continuità grazie anche ai brevi brani strumentali che concatenano le tracce cantate, avrebbero potuto fissare un nuovo standard, ma così non fu: il gruppo si sciolse non molto tempo dopo la pubblicazione e Full Fathom Six rimase lettera morta. I protagonisti di allora sono ancora in giro: Fabio Magistrali prevalentemente dietro la consolle, Paolo Cantù e Xabier Iriondo coi loro innumerevoli progetti, spesso ottimi, specie se in collaborazione. Il solo Ciappini, salvo sporadiche apparizioni (le tre splendide tracce cantate in Ex æquo degli Uncode Duello), è sparito dalla circolazione. Ed è un vero peccato.

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