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Intervista ai Giuda

Street rock and roll al fulmicotone antemico e ballabilissimo. Come già suggerito in sede di recensione l'esordio a trentatré giri dei romani Giuda è forse l'uscita discografica italiana più interessante di questo 2011. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Lorenzo (chitarrista) per capire che ha in testa la band capitolina.

SODAPOP: Partiamo subito dall'assunto che Racey Roller non propone nulla di nuovo musicalmente, ma nonostante questo è una bomba sonora se non il miglior disco italiano del 2011 (fino ad ora). Che ne pensi come inizio?
LORENZO: Partiamo subito dall'assunto che chiunque si avvicina a un disco rock'n'roll aspettandosi qualcosa di rivoluzionario ha sbagliato strada. Il nostro scopo non è quello di essere originali a tutti i costi o di inventare chissà cosa, ma semplicemente seguire l'istinto e fare musica in maniera semplice e divertente.

SODAPOP: Raccontami un po' la genesi dei Giuda dalle ceneri dei Taxi ad ora. Precisando che a dispetto della capitale, qui al nord, i Taxi non sono mai stati particolarmente famosi.
LORENZO: Tenda alla voce, Danilo al basso, Francesco alla batteria ed io alla chitarra abbiamo cominciato a suonare insieme dalla prima metà degli anni '90, e alla fine del '97 abbiamo messo su i Taxi, che a parte il cambio tra Danilo e Antonio al basso sono andati avanti fino alla scomparsa di Francesco nel 2007. Da quel momento abbiamo decisio che non aveva più senso continuare con i Taxi, e verso la fine dell'anno ci siamo riformati come Giuda. Ora siamo in cinque: Danilo ha ripreso il posto di Antonio, e si sono aggiunti Michele alla chitarra e Daniele alla batteria. Nonostante aver girato l'America per due volte ed aver suonato in mezza Europa, il pensiero di non essere famosi "al nord" ci ha fatto perdere il sonno. E' ancora il nostro più grande rimpianto… "il nord".

SODAPOP: Er Tenda, il cantante, che tipo è? Non mi vengono in mente molti gruppi punk italiani con il cantante di colore.
LORENZO: Tenda è allenatore del Santa Lucia, squadra di basket in carrozzina di Roma, e da poco più di un anno è il papà di un bellissimo bambino.

SODAPOP: In una miscela così variopinta ed amalgamata di rock n' roll: glam, punk rock, giuda_steaknives_28_maggio_trafficdiscomusic, hard, oi, come vi collocate? Nel senso, come cavolo siete riusciti a fondere tutto in una sberla come Racey Roller?
LORENZO: Racey Roller e' il risultato della fusione tra il glam rock inglese dei grandi nomi dei primi '70 e quello di gruppi minori come Hector e Jook, dell'aussie rock di Vanda e Young con il pub rock/punk dei primi Cock Sparrer e Slaughter And The Dogs.

SODAPOP: Non hai mai pensato che se il tuo disco fosse uscito in america avrebbe potuto essere la next big thing sul mercato tipo Strokes o Black Mountain?
LORENZO: No, visto che tra Taxi e Giuda di dischi sull'etichetta americana Dead Beat ne sono usciti quattro.

SODAPOP: Come stanno andando le vendite? Siamo già al botto o sono solo io che vi sto sopravvalutando oltre misura?
LORENZO: Il primo 7" e' esaurito, del secondo ne restano poche copie e anche l'album va alla grande.

SODAPOP: Ma il pezzo dedicato a Totti? Ma non vi vergognate?! Ancora a incensare sto' calcio miserabile e miliardario… Potevate fare una canzone su Veltroni piuttosto.
LORENZO: Noi non incensiamo nessuno, Number 10 e' semplicemente dedicata al piu' grande calciatore della storia della squadra per cui facciamo il tifo.

SODAPOP: Mi hanno raccontato del vostro recente concerto romano insieme ai The Boys.
LORENZO: Ah sì? E che t'hanno detto?

SODAPOP: Con chi ti piacerebbe suonare più che con chiunque altro? Vi piacerebbe aprire per Zetazeroalfa?
LORENZO: Slade e' chiedere troppo?

SODAPOP: Nel panorama italiano quali sono le band che trovi più interessanti?
LORENZO: Ci piacciono molto i Leeches, di Cantù. Dal vivo sono i migliori e a tavola sono temibili. A  Roma ci sono i nostri amici Steaknives, anche loro non scherzano affatto e fra l'altro  uscirà tra poco il loro nuovo 7" prodotto dal sottoscritto insieme a HitBit.
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SODAPOP: Ma tu non hai mai pensato che il punk italiano più importante sia nato e si sia sviluppato in piemonte?
LORENZO: Certo, e non sono l'unico a pensarlo! Il punk piemontese e' famoso in tutto il mondo. Pensa che anche io, quando vado a suonare in giro, a volte mi fingo piemontese.

SODAPOP: Come trovi la scena Oi romana?
LORENZO: Mai coperta.

SODAPOP: Sei mai stato a qualche iniziativa di Casa Pound?
LORENZO: Mi domando il perche' di queste domande. Vuoi provocarci o stai cercando di essere simpatico?

SODAPOP: Lo hai visto This Is England? Ti sarebbe piaciuto essere uno skinhead della suburbia inglese del 1980?
LORENZO: No, perché adesso sarei troppo vecchio. Io sono nato nel 1980.

SODAPOP: Qual è il miglior negozio di dischi di Roma? E la miglior gelateria?
LORENZO: Chiunque gestisce oggi un negozio di dischi a Roma è un eroe. Tra gli imperdibili citerei Radiation Records, Soul Food ed Hellnation. Per quanto riguarda la gelateria direi Fattori, in via Giussano al Pigneto.

SODAPOP: Chi è il re di Roma oggi? (non rispondermi Totti o cancello la domanda 😉
LORENZO: Peppe, un matto che gira per San Lorenzo fumando una sigaretta dopo l'altra e che cerca sempre di scroccarti due euro per comprarsi un'altra sambuca.

SODAPOP: Secondo te, fondendo Richard Benson e Renato Zero non uscirebbe il nostro Marylin Manson?
LORENZO: No.

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