Ieper Hardcore Fest 2013 – 9-11/08/13 Ieper (Belgio)

Ventunesima edizione per uno dei più celebrati e famosi festival europei. Una crescita e un consolidamento esponenziale che quest’anno sembra essere arrivato ai massimi livelli. Hardcore, ma non solo. Vecchie glorie, ma non solo. Certo sempre muovendosi sui bordi dell’estremismo musicale, la manifestazione sembra essersi allargata verso ambiti di intrattenimento attigui e non solo esclusivamente punx. Il cartellone di quest’anno cavalca gli ultimi trent’anni di musica indipendente attraverso reunion più o meno riuscite come Black Flag, CH3, Adolescents e TSOL, ma anche portando alla ribalta prepotenze di nuova generazione come Valient Thorr, Municipal Waste, Amenra e Oathbreaker. Ben 64 bands si sono spartite i due palchi nei tre giorni di manifestazione nel solito clima festoso e sottolineo MAI violento che caratterizza l’evento annuale. Un’organizzazione “teutonica” che nel pieno rispetto ambientale ha lasciato spazi e stands ad organizzazioni vegan/animaliste come il Sea Shepherd ed altri. Ma veniamo al dunque. ieper_13_-4bisIndubbiamente i Black Flag senza Henry Rollins non sono esattamente una macchina da guerra e né Greg Ginn né Ron Eyes hanno il carisma per travolgere un pubblico che conosce i classici della bandiera nera meglio del padre nostro. Ma in fondo il gioco è tutto qui: l’hardcore è musica di presenza ed entusiasmo. Senza la voglia e l’energia che sprizza a duemila si resta solo dei mestieranti, forse, anche con trent’anni di onorata carriera sulle spalle, ma state sicuri che il pubblico lo percepirà. E quindi. Quindi la vittoria spetta alla propulsione travolgente dei Napalm Death, al sarcasmo clownesco di Jello Biafra e all’onestà emotiva di Jack Grisham (TSOL). Parlando di vecchie glorie, sia chiaro. Perchè non sono solo le canzoni che conosciamo a memoria dall’adolescenza ad emozionarci, ma per l’appunto, la capacità dell’artista nel riuscire ad emozionarsi ancora nell’eseguirle. As simple as that. Per quanto mi riguarda, non dovremmo andare oltre sulla speculazione della reunion. Talvolta riesce, spesso è soltanto patetica, ma qualche volta é ancora in grado di restituirci qualche particella della memoria che rappresenta il periodo migliore della nostra vita. E’ inoppugnabile dire che non abbiamo visto i veri Black Flag, i veri Cro-Mags o i veri Integrity. Ma che importanza ha ribadirlo? Perchè abbiamo pagato il biglietto? Per veder dei cinquantenni correre il rischio di coprirsi di ridicolo? Per feticismo nostro personale? Per entrare in un museo vivente di scienze naturali? Non lo so e non ci importa. John Joseph (Cro-Mags) non si accompagna più con Harley Flanagan o Kevin “Parris” Mayhew, ma ha ugualmente energia da vendere e si da’ completamente. Il pubblico stà al gioco e lo show è spettacolare. Sciorina The Age Of Quarrel al completo e sono brividi. Il pubblico è tendenzialmente sotto i trent’anni, ma tutt’altro che impreparato. Fin dalla prima occhiata pare evidente che la buona educazione e il rispetto reciproco regnino sovrani, tenendo presente che con headliner di questo tipo da noi saremmo stati testimoni di risse e sfaceli a non finire. Inevitabilmente nei tre giorni si snoda un sottobosco di nuove band che per genere ed orari improbi lascia spesso indifferenti o annoiati. Citandoli in ordine sparso vengono in mente Whitechapel, Horse The Band e Circle Takes The Square.ieper_13_-6 Ma al contempo anche inaspettate evoluzioni come quella dei Jucifer, ora alle prese con un macilento sludge costantemente incartato su sé stesso o lo screamo furibondo dei Loma Prieta veri dominatori del palco Marquee. In un alternarsi tra metal e hardcore ci sono sfilati davanti Catharsis, Aborted, Downset, Nick Oliveri e i Mondo Generator, i vetusti Malevolent Creation, i Face To Face e gli Orange Goblin. Il tutto senza sosta e con una precisione da orologio svizzero. Lo Ieper insomma si è ingrandito, è cresciuto e non accenna a volersi fermare. Lo staff che lo caratterizza è efficiente, motivato e sempre volto alla miglior riuscita della manifestazione che da piccolo festival do it yourself si è trasformato in un evento di caratura internazionale tra i maggiori d’Europa. Certo, volendo guardare al futuro, soprattutto con un occhio alle nuove proposte musicali ci si potrebbe domandare come gli organizzatori riusciranno ad andare oltre. Ma chissà, come dicevamo sulla lunghissima strada del ritorno a casa, l’anno prossimo non ci stupiremmo troppo di vedere i Ramones come headliner della prossima edizione. E noi ci saremo comunque: non sarà certo l’aldilà a stoppare la nostra passione più grande.

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