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Tag Archives: the books

Fifteen Strange Seconds – S/T (Autoprodotto, 2020)

Magari non sono proprio una strana coppia Andrea Gastaldello, in arte Mingle, e Marco Machera (Echo Test), ma certo nemmeno una fra le più scontate: paladino di un’elettronica poco incline al compromesso il primo, esponete di un pop raffinato ed elegantemente fuori moda il secondo, trovano un punto di contatto nella musica di Fifteen Strange…

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Roberto Fega – Daily Visions (Creative Sources, 2012)

Ottimo manipolatore di suoni, Roberto Fega intaglia il suono con sapienza artigianale attingendo dalle fonti più disparate, da una parte sfruttando le capacità evocative degli strumenti acustici (contrabbasso, vibrafono, tromba, chitarra acustica, fisarmonica), catturati e rimontati all’interno di austere e filiformi strutture elettroniche, dall’altra entrando nei meandri di un suono sintetico apertamente free-form. Poi ci sono le voci, appositamente cantate, o catturate sul campo, o ancora provenienti da interviste e film. Il risultato è una musica fine, granulare, che si insinua piano nel canale uditivo, generando inquietudine e malinconica allo stesso tempo. …

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The Books – 30/04/11 Interzona (Verona)

Non sono mai stato un grande fan dei The Books: sulla carta quello che fanno è interessante, ma su disco mi hanno sempre annoiato. La classe comunque c'è, è evidente, per cui avendoli a poca distanza da casa non è il caso di fare i difficili. La paura semmai è quella di trovarsi davanti due tipi armati di laptop che sanno vita a un concerto di soli suoni sintetici e bidimensionali.

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DoF – Rid The Tree Of Its Rain (Abandon Building, 2010)

Neve o no, mi sento alle porte della primavera, sta cambiando la luce e più passano gli anni più sono sensibile a queste cose, ora non posso affermare che si tratti di un disco primaverile, ma senz'altro luminoso ed arioso. Si tratta di indie folk prodotto da dio e suonato ancora meglio: banjo, chitarre acustiche e altri legni acustici che fanno un lavoro fantastico ma allo stesso semplice, poi piano, glockenspiel, elettronica, voci etc. Se non si trattasse di indie folk parlerei quasi di pop folk, visto che si tratta di musica che bene o male è accessibile a tutti.

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