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Dead Meadow + Stigmata + Blarke Bayer/Black Widow – 14/10/10 The Forum (Melbourne)

La nostra seconda serata al Melbourne festival vede un menù interessante: come portata principale gli americani Dead Meadow con due band di supporto come contorno, gli Stigmata, metallari provenienti dallo Sri Lanka, e Blarke Bayer/Black Widow, duo che fa parte della foltissima schiera di gruppi locali dediti al noise; una commistione un po' particolare sulla carta, spiegabile col fatto che si sia riunita tutta la musica "pesante" in un'unica serata.
L'inizio puntualissimo ci lascia spiazzati: a differenza della serata con i Boredoms decidiamo di prendercela comoda e così arriviamo un minuto dopo la fine del set di Blarke Bayer/Black Widow… peccato perché sulla carta (un ascolto sul provvidenziale myspace) era molto interessante, dato che entrambi i personaggi sotto pseudonimo sono attivissimi nella scena locale con mille progetti diversi: il primo è Robert Macmanus, batteria nei francesi Monarch e tenutario dell'etichetta Heaten Skulls, e il secondo è Ben Andrews, mente assieme al fratello Liam della band My Disco. Siamo in tempo però per un cambio palco estenuante (come nella serata dei Boredoms), a questo punto la domanda sorge spontanea: ma perché non si fanno un bel sound check tutti insieme al pomeriggio? la risposta sta nel fatto che questo è un altro "festival della birra", dove il nome dello sponsor "alcolico" è inciso a caratteri cubitali dappertutto e ad ogni pausa i bar presenti nel locale vengono assaliti da orde di assetati… Quando gli Stigmata si presentano sul palco hanno da subito gli applausi di tutto il pubblico presente: forse perché cinque cingalesi in tenuta e sonorità aderenti al 100% ai canoni dell'heavy metal classico non si vedono tutti i giorni. A parte la simpatia dei ragazzi, la musica che suonano ha sofferto molto il passare degli anni e questo NWOBHM con qualche puntata più da "metal progressivo" alla tedesca dopo pochissimo mostra la corda. Altra pausa enorme e il trio dei Dead Meadow sale sul palco e dopo un paio di pezzi di riscaldamento la band mostra il meglio del suo suono attuale: più che uno stoner canonico, stasera solo accennato, si ascolta una versione rock psichedelica anni '70 dei Jesus And The Mary Chains. Strumentazione perfetta per questo suono nel basso rickenbacker, nella chitarra telecaster e nelle due belle coppie di ampli orange con doppia cassa, peccato per la batteria dal suono "moderno" che stona davvero con il resto, una bella Pearl avrebbe davvero fatto la differenza. Il concerto prosegue senza particolari spunti fino alla naturale conclusione prima dei bis, al punto che preferiamo andare a casa senza aspettare la fine delle danze, segno che non siamo proprio entusiasti: in effetti non tutte le canzoni sembrano avere lo stesso impatto, alcune sono senz'altro valide ma altre sono un po' tirate via; lasciamo quindi il cielo stellato di cartapesta del Forum ben sapendo che presto ritorneremo.

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