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Tag Archives: napalmed

Eine Stunde Merzbauten – 7305 (Autoprodotto, 2014)

Gli Eine Stunde Merzbauten sono la nuova mutazione dei Napalmed, da sempre creatura di RadeK.K., ultimamente ancora di più dopo la morte di MartiN.B. e la partecipazione sempre più saltuaria di PaveL.H., quasi solo nei live: non sembra però ancora esaurita la vena creativa e la voglia di fare.  …

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Andrea Senatore & Giovanni Sollima – De/Nucleo (Minus Habens, 2012)

Dopo Psychofagist vs Napalmed, proseguiamo con le scellerate collaborazioni, questa volta nei piani alti dell’empireo andando a scomodare addirittura Giovanni Sollima: tra i più celebrati violoncellisti di scala internazionale, qui in un faccia a faccia con un vero e proprio (S)compositore contemporaneo. Andrea Senatore per l’appunto, enfant prodige dell’elettronica colta che nel rooster Minus Habens sembra aver trovato il proprio humus definitivo. Il progetto è quasi un concept sugli elementi. Il violoncello di Sollima (un Francesco Ruggeri del 1679) viene sbriciolato in frattali sonori e ricostruito nelle atmosfere universali e acquose del giovane Senatore che pare percorrere un viaggio ideale dalla creazione del globo. …

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Psychofagist W/Napalmed – Songs Of Faint And Distortion (Fobofile, 2013)

Un occhio al cuore ed un occhio alla testa. I mangiatori di psiche non hanno mai perso di vista il timone in un’epoca di follia senza ritorno che incarna perfettamente il mood dei loro pezzi. E se a prima vista questa scellerata collaborazione con i pluricitati Napalmed potrebbe spaventare, dopo un ascolto approfondito invece, la percezione netta è che la centrifuga controllata del trio lombardo non si sia smarrita per spingersi verso meandri di sperimentazione scatologica e di difficile digestione. Al contrario, l’interazione con i cechi risulta strisciante tanto da rendere più introspettivo e onirico l’intero progetto. …

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Napalmed – III (Autoprodotto, 2008)

Dio santo, se solo esistesse una giustizia a questo mondo gente come la Parodi starebbe sciogliendosi sotto ad una colata di sperma di uno dei mostri di Alien e le pellicole di Muccino non andrebbero neppure bene per essere trasmesse durante i cineforum scolastiche di terza media, ma da quand’è morto Marcinkus è anche vero che la qualità dei cattivi è davvero scadente. Sono giusto tempi in cui il rumore può solleticare le fantasie artistico/erotiche di un pubblico rock che d’improvviso scopre la caciara grazie ad uno sdoganamento indie (Sub Pop) di roba come i Wolf Eyes e così via…e così una serie di sciamannati americani (anche fighi, va detto!) sono pronti a seguirli a ruota. 

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