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Strength – Mind-Reader (Community Disco, 2010)

Continuando nella perseguita via dell'autoproduzione, che evidentemente paga bene per chi fa una marea di date dal vivo e che massimizza il guadagno dalla vendita diretta rispetto all'arrivare ai negozi, gli Strength, da Oakland via Portland, arrivano fino alle sponde europee dell'atlantico per farci sapere che si può ancora tamarreggiare senza vergogna. Cassa dritta, synth tamarri, voce da nerd sopra tutto il resto e un amore non nascosto per Fame – Saranno Famosi.
A dirla tutta non è difficile immaginare questi tre studentelli d'arte come una sorta di scontro tra i due Flight Of The Conchords e i quattro protagonisti maschili di The Big Bang Theory. Se ne escono con un mix di ballabili, lievemente rock come qualcuno pensava di fare a cavallo tra i settanta e gli ottanta (Rod Stewart e i Rolling Stones come da loro stessi citati), qualche sfuriata un po' Devoluta che sprizza di indipendenza e alternativa una proposta in maniera non dissimile da quanto fa Har Mar Superstar.
A cercarli bene li troviamo non lontano da dove gli El Guapo divennero Supersystem (su Overheat), laddove i Trans Am tornarono a robotizzarsi, da qualche parte dove marciano oggi i Lazer Crystal (Metal); tutto ha, però, un'aria smaccatamente più pop e sputtanata. Sulla carta hanno tutto quel che serve per risultare una band bomba ai party privati, dove, come da loro messo in giro, hanno capito che mischiare il dj (alla Daft Punk) al live (alla Supersystem appunto) risulta la carta vincente. Un disco buono per farsi quattro risate, qualche singolino ottimo per un podcast smuoviculi, in attesa che attraversino l'oceano per dimostrarci se e quanto valgano realmente di persona.

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