KK Null – Cryptozoon Stereo Condensed Mix (Aagoo, 2014)

Il prolifico samurai KK Null, già con gli Zeni Geva ma ultimamente sempre più frequentemente in solitaria, ha trovato nell’Aagoo un’etichetta ben disposta a dare supporto alle sue idee. Dopo il vinile Terra Incognita, in cooperazione coi messicani Israel Martinez e Lumen Lab, è la volta di questo ambizioso progetto, concepito in origine per il festival parigino Présence Életronique.
Cryptozoon nasce, fra il 2008 e il 2011, come composizione suddivisa in cinque parti dalla non trascurabile durata totale di 2 ore, 53 minuti e 11 secondi, disponibile nel solo formato digitale sul sito della Nux Organization, etichetta dello stesso Null. Nel 2013 la INA-GRM ne commissiona, per il suddetto festival, una versione quadrifonica di 52 minuti e 41 secondi, che ora la Aagoo pubblica in DVD, abbinandola a una traccia in versione stereo di poco più lunga. Quella che abbiamo fra le mani è tuttavia un’ulteriore versione, sempre stereo, ma ancor più condensata, della durata di 19’ e 45”. Nella presentazione si parla di un lavoro concepito per “richiamare la memoria sonora della terra, della storia nascosta dello spazio e del tempo, ascoltare il suono sepolto nelle profondità del suolo e fluttuante nell’aria”, ma mi chiedo cosa rimanga di tutto questo in una versione ridotta a meno della metà della durata originale. Quello che ci regala Cryptozoon Stereo Condensed Mix sono una decina di sketch – separati da cesure piuttosto brutali – dove field recording raccolti nei quattro angoli del mondo si sposano con suoni sintetici (non di rado dal sapore vintage) ritmi robotici, fragori industrial, synth spaziali, accenni di danzabilità EBM, melodie orientaleggianti… Chi più ne ha, più ne metta, insomma. Se siete ben disposti potreste considerare questa versione di Cryptozoon come una possibile, affascinante colonna sonora di un documentario herzogiano in time laps, ma onestamente la rapida successione delle sequenze, anche se in sé ben congegnate, lascia trasparire troppo l’operazione di mero riduzionismo – senza il coraggio di smontare completamente il lavoro restituendolo in una forma più adatta alla durata – e l’ascolto ne risente. L’impressione è insomma più quella di un utile campionario che di un’opera pienamente compiuta; per gli interessati è consigliabile procurarsi la versione completa.

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