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Uochi Toki – Libro Audio (La Tempesta, 2009)

Dopo una serie di lavori su Burp Publications e Wallace Records, Libro Audio, quinto disco di Uochi Toki, inaugura la collaborazione del gruppo con La Tempesta Dischi (nel catalogo dell’etichetta anche Altro, Moltheni, Il Teatro Degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti, per citare i più noti). Senza perdersi in confronti con la produzione precedente, il disco in questione appare decisamente più a fuoco ed efficace di quanto mi era capitato di ascoltare in passato, un vero salto di qualità.

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Slowcream – Wax On Wool (Nonine, 2009)

La Nonine è stata una delle migliori sorprese dello scorso anno in ambito elettronico e per di più si tratta di un elettronica per nulla fredda, molto easy listening pur non tradendo la sua origine berlinese. Questo disco degli Slowcream non smentisce le ottime impressioni che avevo avuto dopo aver ascoltato il primo lavoro, Slowcream come al solito vede coinvolto in prima persona Me Rabenstein che oltre ad aver licenziato i vari dischi sulla label berlinese ha in piedi collaborazioni in ambiti più o meno limitrofi con un numero imprecisato di altre persone.

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Zeno Gabaglio/Andrea Manzoni – Gadamer (Altrisuoni/Radiosvizzera, 2008)

Per fortuna invecchiando oltre a rincoglionirmi sono diventato due righe (non tanto, ma giusto due righe) meno affrettato, quel tanto che basta per superare l’opening track di questo disco, che sinceramente tutt’ora mi sembra la traccia meno riuscita di tutto il lotto. Zeno Gabaglio e Andrea Manzoni sono due jazzisti e oltre che dal curriculum lo si capisce dal disco stesso, non che ci voglia un genio per realizzare questa cosa, ma lo dico solo perché nonostante batterie elettroniche, i suoni più o meno sintetici e tempi dritti che a volte sfiorano la disco, il background esce fuori come in quasi tutti i casi.

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Quitzow – Art College (Young Love, 2008)

C'è stato un periodo in cui l'indierock stava prendendo una piega strana, insperata all'epoca: nel sottobosco americano, con il miglioramento delle apparecchiature elettroniche e relativo abbattimento dei costi, fu sdoganato da Beck in tutto il mondo conosciuto un fiorente mercato di sonorità indietroniche. Intorno, o per meglio dire sotto, si mossero in tanti: sulle vituperate compilation della Up Records, finirono suoni che poi avrebbero aperto le porte a tanto del suono d'oggigiorno. I Land Of The Loops su tutti. Quitzow mi pare l'ultimo anello di questa catena di influenze, una portabandiera egregia del meglio uscito e giunto alle mie orecchie.

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