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Bellini – The Precious Prize Of Gravity (Temporary Residence, 2009)

Emma Dante ripete spesso ai propri allievi di non andare a cercare fortuna a Roma perchè la città è già iper-satura di concorrenza e di ambienti che nulla hanno a che vedere con la "valigia dell'attore". Restare sul territorio quindi: seminare nel proprio orticello di periferia, coltivare un campo dove c'è terreno fertile o dove potrebbe diventarlo. Ho il rammarico di non aver affrontato direttamente l'argomento con Agostino Tilotta l'ultima volta che sono stato a Catania perchè sono certo avrebbe sviluppato interessanti riflessioni. Cosa lega del resto Steve Albini alla Sicilia verrebe da domandarsi?! Forse le ataviche origini. Io voglio credere sia l'umanità che, in fin dei conti, è l'espressione ottimistica e speranzosa della coppia Tilotta/Cacciola nei confronti della musica e credo della vita più in generale.
Il terzo lavoro dei Bellini non si scolla di molto dalle precedenti soluzioni del quartetto (qui composto oltre che dalla celebre coppia anche da Matthew Taylor e Alexis Fleisig) , che è praticamente quel fluttuante mondo onirico-spigoloso che ha caratterizzato quindici anni di post-rock rumoroso americano. Nel susseguirsi dei brani le influenze sono innumerevoli e interscambiabili: sentiamo echi di Shellac, Sonic Youth, Uzeda e mille altri. Una volta erano frequenze per pochi eletti, mentre adesso sono inflazionatissime. E a pensarci bene non sono certo sia un male. Vuol dire che c'è un sacco di gente che suona buona musica oltre che ascoltarla.

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