Stefano Isidoro Bianchi – Prewar Folk, “The Old Weird America”:1900-1940 (Tuttle Edizioni, 2008)

Uscito da un po' di tempo, ma solo da qualche mese distribuito nelle librerie, il libro di Stefano Isidoro Bianchi raccoglie una serie di articoli già apparsi su Blow Up, ordinandoli e integrandoli con ulteriori dati e notizie. Il grosso dell'opera è costituito da una serie di biografie di noti e meno noti personaggi della storia della musica popolare americana, dal tramonto dell'Ottocento allo scoppio della Seconda guerra mondiale, fra aneddoti significativi e discografie consigliate. Tutta musica che, da una quindicina d'anni a questa parte, è servita da stimolo a diversi gruppi più o meno rock, si pensi ai Cul De Sac che flirtano con John Fahey o, da queste parti, ad alcuni dei progetti di Xabier Iriondo.

È la parte iniziale del libro, dove si affronta il rapporto di questi suoni con la società e l'industria dello spettacolo dell'epoca, a risultare la più interessante. Con piglio salutarmente revisionista e dati alla mano (sarebbe stato utile, talvolta, un apparato di note), Bianchi analizza le influenze che l'industria ha avuto su musica e musicisti: dalla cristallizzazione della durata delle canzoni, per adattarla ai supporto fonografici, alla creazioni di generi adatti alle varie categorie di pubblico. Nel corso del testo si fa così piazza pulita di tanta mitologia che circonda questi suoni, in primis quella del buon negro che, col blues, prosegue la genuina cultura africana, ma non mancano ridimensionamenti della figura di Robert Johnson o la messa alla berlina dell'opportunismo antifascista di Peter Seeger e Woodie Ghutrie.
Quello che ne esce, alla fine, è un'immagine di queste musiche, blues in primis, lontano dal santino della purezza innalzato dalla vulgata, valorizzandone invece la natura ibrida e bastarda, genuinamente di classe e non di razza. Per intendersi, era musica praticata tanto da reietti neri quanto da quelli bianchi (di molti dischi di blues delle origini ignoriamo il colore dell'autore), una prospettiva che i testi sull'argomento disponibili in Italia, dall'Amiri Baraka de Il popolo del blues agli snobissimi liberal francesi Philippe Carles e Jean-Louis Comolli di Free Jazz Black Power, si guardano bene dall'affrontare.
Nulla di rivoluzionario alla fine, sono cose che in diversi libri che trattano di blues e jazz in maniera approfondita già si trovavano, ma l'aver inserito tutti i dati in un unico schema e l'aver spinto l'analisi fino alle estreme conseguenze, non è merito da poco.

Tagged under: , , , , , , ,

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Blast from the past!

Joshua – Choices (Arctic Rodeo, 2011)

Forse a qualcuno, (a differenza del precedente nome dei labelmates Vs. Antilope) il nome Joshua dirà ancora qualcosa. Band minore…

03 Sep 2011 Reviews

Read more

Lucifer Big Band – Atto III (Bloody Sound Fucktory, 2017)

Dev’essere l’anno della chiusura delle trilogie il 2017: dopo Deison & Mingle tocca alla Lucifer Big Band completare il triangolo…

07 Jun 2017 Reviews

Read more

Plaisir - The Cosmic Key & The Comic Mood (Autoprodotto,…

Per coronare una settimana bruttina mi metto ad ascoltare gli ultimi demo-autoproduzioni che aspettano sulla pila degli arretrati: assicuro che…

25 Feb 2007 Reviews

Read more

True Widow - True Widow (End Sounds, 2008)

Widow. Vedova. Una parola forte. Una parola che richiama ai nostri occhi un’immagine precisa. C’è chi la vede una donna…

05 Mar 2009 Reviews

Read more

Ubik - Circadian Rythms, Sleep Disorder (Farmacia901, 2012)

E' sorprendente che quando meno te lo aspetti esca sempre qualche disco capace di sorprenderti per gusto, qualità e fatto…

04 Oct 2012 Reviews

Read more

Artifact Shore - S/T (Interferenceshift, 2007)

Con questo fanno tre dischi che recensisco degli Artifact Shore, gruppo che qui non è molto conosciuto e che forse…

06 May 2008 Reviews

Read more

Psychofagist W/Napalmed – Songs Of Faint And Distortion (Fobofile, 2013)

Un occhio al cuore ed un occhio alla testa. I mangiatori di psiche non hanno mai perso di vista il…

29 Apr 2013 Reviews

Read more

Aucan - S/T (Africantape/Ruminance, 2008)

Giù la maschera: ero partito molto prevenuto nei confronti degli Aucan, temevo che sulla scia dei Three Second Kiss fossero…

16 Jun 2008 Reviews

Read more

Cronaca Nera - Non Consensual Violence (Luce Sia/Old Europa Cafe',…

Oscuro lavoro di power elettronica senza mezzi termini che in questa incarnazione vede tre illustrissimi dell'area grigia italica: il prolifico…

16 Apr 2019 Reviews

Read more

Bugo + Il Genio - 25/10/08 Mojotic @ MEP (Sestri…

Per la prima volta mi muovo verso i lidi rivieraschi alla ricerca del MEP, che mi dicono essere un capannone,…

26 Oct 2008 Live

Read more

Robair/Ezramo/Fenech/Buchler/Ulva - Popewaffen (Corvo, 2011)

Combo in cui si trovano Gino Robair (che oltre ad una carriera come insegnante, improvvisatore ed altro ha collaborato "solo"…

26 Jul 2011 Reviews

Read more

Rocky Votolato - Makers (Barsuk, 2005)

Ecco una gatta da pelare. Rocky Votolato (myspace qui) - da Seattle - si può inquadrare in quella folta schiera…

18 Jul 2006 Reviews

Read more

Big Sir - Und Die Scheiße Ändert Sich Immer (GSL,…

Che poi io non mi ero mai imbattuto nella sindrome della pagina bianca come questa volta. Mai un disco aveva…

01 Apr 2007 Reviews

Read more

Swilson - Demonology (Cheap Satanism, 2011)

Cattivo. Brutto e Sporco non so, però secondo me il giro è quello e i suoni delle chitarre quasi garage…

01 Feb 2012 Reviews

Read more

Zero Centigrade - Umber (Observatoire, 2012)

Posto che dovrei aver vergogna per il ritardo con cui recensisco questo disco, spero di dargli il risalto che merita…

07 Sep 2012 Reviews

Read more

Treehorn - Golden Lapse (Escape From Today, Taxi Driver, 2019)

Furioso post hardcore piemontese. Implacabile vecchia scuola Savoia che senza menare il can per l'aia sciorina tutto il repertorio che…

06 Dec 2019 Reviews

Read more
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
Back to top