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Tag Archives: bellini

Former Utopia – Colapsar EP (Damnably, 2013)

Parte piano questo EP che rappresenta l’esordio di Former Utopia, trio di londoneers che compiono un viaggio in sei tracce. Un piacevole minestrone di voce bassa, sensuale e dal gusto folk che interviene saltando su chitarre acustiche e non, sezione ritmica matematicissima (e già è partito il personale plauso interiore) a oltranza – A Love Like Infinity – che man mano si dipana e riempie lo spazio e le orecchie di qualcosa che parrebbe avere come stella polare la produzione meno elaborata dei Joan Of Arc o, più probabilmente, i primi Pavement (evviva il sacro grezzo lo-fi) – May Day – con svalvoli infiniti della linea melodica che non si capisce bene a dove portino, ma catturano l’attenzione sempre e comunque e, quindi, vincono, e begli arpeggi ricercatamente sbilenchi – Schism -. …

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Bellini – The Precious Prize Of Gravity (Temporary Residence, 2009)

Emma Dante ripete spesso ai propri allievi di non andare a cercare fortuna a Roma perchè la città è già iper-satura di concorrenza e di ambienti che nulla hanno a che vedere con la "valigia dell'attore". Restare sul territorio quindi: seminare nel proprio orticello di periferia, coltivare un campo dove c'è terreno fertile o dove potrebbe diventarlo. Ho il rammarico di non aver affrontato direttamente l'argomento con Agostino Tilotta l'ultima volta che sono stato a Catania perchè sono certo avrebbe sviluppato interessanti riflessioni. Cosa lega del resto Steve Albini alla Sicilia verrebe da domandarsi?! Forse le ataviche origini. Io voglio credere sia l'umanità che, in fin dei conti, è l'espressione ottimistica e speranzosa della coppia Tilotta/Cacciola nei confronti della musica e credo della vita più in generale.

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The Right Moves – The End Of The Empire (Ultramarine, 2009)

Tra aprile e maggio ho passato per lavoro un intero mese  a Catania. Una città sonnolenta e meravigliosa che molte volte mi ha fatto dimenticare gli stress e le pose dell'italietta in cui sono sprofondato. La saltuaria compagnia con il negozio di Agostino Tilotta (Uzeda/Bellini) mi ha aiutato a vederci più chiaro su questa misconosciuta città che a metà degli anni novanta sembrava davvero poter essere diventata la Chicago/Seattle del mediterraneo. E io ho pensato spesso a Ninni Morgia e a Massimo Sapienza, mai conosciuti di persona, e ai tormenti e alle speranze che devono aver avuto in questa strana città quando alimentavano il fuoco rovente dei White Tornado. Io ho sempre nutrito uno amore sconsiderato per i WT dagli esordi, perchè fino dalle facce mi sembravano tutto fuorchè italiani. Bravi, bravissimi, puri.

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Suzanne’s Silver – The Crying Mary (Radio Is Down, 2007)

Sicilia, Uzeda, noise rock, post-rock… fin troppo facile dirlo visto che sono compari di etichetta dei Bellini e che il disco è registrato da Sacha Tilotta (che di due Uzeda è figlio in senso biblico) e quindi?… e allora diciamolo che l'ombra dei catanesi c'è. Per sgomberare il campo da ogni eventuale equivoco diciamo subito che il disco è ruvido, rozzo come produzione, ma suona come dovrebbe con buona pace di chi potrebbe pensare che si tratti di una mossa calcolata per ingraziarsi papà e mamma Tilotta.

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