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Tag Archives: andrea belfi

Belf/Grubbs/Pilia – Onrushing Cloud (Blue Chopstick, 2010)

Esame di laurea per i nostri due connazionali, Andrea Belfi (ex Rosolina Mar e coinvolto in innumerabili progetti) e Stefano Pilia (¾ Had Been Eliminated, Massimo Volume, Blind Jesus e tanti altri), chiamati da David Grubbs (davvero serve vi dica i gruppi di cui ha fatto parte?) ad affiancarlo in quest'opera a sei mani. Cinque pezzi divisi sulle due facciate di un vinile in tiratura limitata, oppure disponibili in download digitale. …

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Donato Epiro: free(ak)-folk, neo-psichedelia, ma non solo…

Cari ragazzuoli (pronunciato possibilmente con un marcato accento emiliano), appena dopo aver ascoltato Orange Canyon di Skullflower (a cui va reso merito di esser sempre un gran signore), passo al disco su Stunned di questo ragazzo pugliese e pur trattandosi di modi diversi di fare musica freak, la qualità non si abbassa, si rimane sempre a livelli non comuni, tant'è che quest'anno il nostro "paisà" era fra gli ospiti del Kraak festival, visto che altrove spesso apprezzano certe cose molto più che non in casa, ma fin qui nulla di nuovo.

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Damo Suzuki’s Network – Tutti I Colori Del Silenzio (Wallace/Palustre, 2009)

Trattasi di un live molto ben registrato e per di più corredato di grafica piuttosto carina, se ciò non bastasse Damo Suzuki in questa occasione si accompagna ad una line-up di tutto rispetto, dato che gioca il poker d’assi Andrea Belfi, Xabier Iriondo, Diego Sapignoli e Mattia Coletti: l’unico neo a volte è proprio la presenza del vecchio kamikaze. Spero mi scuserete per lo scarso rispetto, per altro è difficile voler male ad un tizio che ha cantato con i Can, ma a cento anni dalla nascita del futurismo credo che celebrerò a modo mio Balla e Depero e l’allegra banda di cazzoni, crocifiggendo in sala mensa questo malandato samurai.

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Prospekt – Airlines (Intellilab, 2008)

Ed eccolo qui il secondo lavoro dei bresciani Prospekt: dalla musica per aeroporti a quella già in volo. Un deciso passo in avanti rispetto all'esordio, con padronanza di ritmo (Krieg), che in verità spesso viene abbandonato, privilegiando viaggi cosmici come nell'iniziale Boarding, nella centrale Part, supportate da una linea di basso di matrice funk. Le influenze sono varie in questa abbondante mezz'ora, dal kraut rock, agli statici droni della musica ambient, senza picchi o crescendi che tradiscano in qualche modo un'emozione o un sentimento. …

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