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Shonen Knife – Overdrive (Damnably, 2014)

Venti album in trentatrè anni: c’è poco da aggiungere al trio femminile, felicemente ribattezzato Osaka Ramones. Un ennesimo elementare inno alla vita, nonostante istintivamente mi sia portato la mano destra sui gioielli di famiglia, dopo aver letto il titolo dei primi due pezzi (Bad Luck Song e Black Crow). Rispetto alla precedente prova Pop Tune, forse più riuscita, le tre giapponesi, pur non rinunciando alla loro oramai proverbiale vena pop punk su massimi livelli, spingono maggiormente l’ispirazione verso certo hard rock anni settanta con riff retrò sempre mirati e diretti. Davvero azzeccata e divertente la webzine Uncut che ha scritto a proposito delle Shonen Knife: “rockeggiano come dei Motorhead disegnati da Hanna Barbera”. Esemplare il singolo Bad Luck Song che dal riff iniziale sembra un plagio a tradimento di Boys Are Back In Town dei Thin Lizzy per poi evolvere nel consueto punk melodico solare e caramelloso, dai testi leggeri e ottimisti (“let’s take it easy…change e a way of thinking”) che spesso rasentano la totale banalità. Overdrive può essere letto come una sorta di omaggio a tutti i gruppi con i quali è cresciuta la leader Naoko Yamano: dai Black Sabbath che fanno capolino nelle tracce Black Crow e Green Tea, ai Bad Company innestati in un brano sull’acquisto compulsivo…Shopping appunto. Tutto è alla luce del sole qui, non c’è nulla da interpretare. Inutile quanto irresistibile, parola d’ordine: leggerezza.

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