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R.U.N.I. – RrrrUuuuNnnnIiii (Wallace, 2010)

Per quanto, pur stimando enormemente l’etichetta e lo spirito rock-omnidirezionale di Mirko Spino, non sia impazzito per alcune delle ultime uscite Wallace (probabilmente sono quelle che stanno vendendo meglio, mentre immagino impilato a collezionare polvere per esempio Pupillo/Ligeti/Gebbia, un disco che dà parecchi punti a molti trii di Zorn) è pur sempre vero che l’etichetta si spara ancora dei colpi notevoli come questo o come i Mir, tanto per dire i primi che mi son venuti in mente. Stiamo parlando del disco più ascoltabile e fruibile dei R.U.N.I. dai tempi del Cucchiaio Infernale: demenza e intelligenza fuse in questo Frankenstein a metà fra un punkettone in acido-krauto, i Devo, delle canzoni da scuola elementare e filastrocche da nobel per la cazzata. Se non ci fosse chi aveva già usato il titolo, i lombardi avrebbero vinto un bel In Puttanate Sei Speciale. Mi spiace che molti di voi coglieranno solo il lato trash di questa recensione, perché un gruppo come i Runi non se lo merita davvero, sto parlando di gente che dovrebbe essere in cima alle classifiche grazie a “cazzoni” (no, non ho scritto sbagliato amico letterato il fatto è che loro scrivon “cazzoni” dove gli altri compongon canzoni) come queste. Zappa ed Elio che si accoppiano con Mark Mothersbaugh (Devo) in vena di disco dance e posseduti dal demonio delle Shonen Knife (o di un generico gruppo “giapu” che vira al pop-rock) uscito dalla Casio di Roberto Rizzo. Se qualcuno temeva che riducendo la formazione a tre il gruppo facesse una svolta alla Liars (il parallelo con i primi Liars non è neppure così tirato per i capelli) perdendo di immediatezza, rimarrà indubbiamente spiazzato di fronte ad una serie di tracce immediate, piene di colpi scena e di trovate goliardiche ma allo stesso tempo così di classe che sarà difficile non piegarsi di fronte a “ssì tanta defi(magnif-)cienza”. Se Elio lo dice “a suo cuggino”, i R.U.N.I. “fa puzza fa puzza fa puzza fa pu” più del nano della pubblicità (…che a scanso di equivoci, voglio ricordare che non sono io!). Un disco splendido ed uno dei migliori gruppi live tutt’ora in circolazione… La Vittoria Della Sconfitta.

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