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My Dear Killer/Tettu Mortu – Cinque Pezzi Facili, Volume 3 (Under My Bed, 2011)

Due gruppi, cinque pezzi a testa, cinque uscite programmate: torna a distanza di otto anni la serie di split della Under My Bed e con una repentina serie di uscite si accinge a chiudere la partita. Dopo aver dato voce alle coppie Lorca/Pillow Mr60/The Frozen Fracture, sono ora My Dear Killer e Tettu Mortu a dividersi lo split della ripartenza.
Le ultime notizie che avevano del musicista varesino risalivano al 7″ split con Rella: di quel brano avevamo apprezzato la felice commistione fra vena acustica e rumore; stavolta quest’ultimo è relegato a pochi momenti, rimane invece quella vena malinconica che tanto ci aveva colpito e che qui abbiamo il piacere di godere più a lungo. L’iniziale Waves, ci colpisce subito, con quel sapore da west coast meno spensierata, un po’ alla Tim Buckley e le stesse atmosfere ritroviamo nei brani successivi, con il musicista che si mette completamente a nudo. Un’esperienza d’ascolto intensa e una manciata di canzoni che funzionano a meraviglia.
Tutto il rumore che My Dear Killer ha abbandonato (almeno in questa occasione) pare essersi trasferito nel primo pezzo di Tettu Mortu, una texture noise monotona che fa apripista a una serie di bozzetti strumentali ugualmente statici, ma in cui il rumore andrà viva via scemando, passando dall’elettricità di Xylth alle trame acustiche, solo leggermente disturbate dallo sfondo elettronico di Ponteggi e Baxtet. Chiude la quasi tropicale Stanno Ancora Là, se mai il mondo avesse bisogno di un ibrido fra Jim O’Rourke e Carlos Santana. Musica che si fa ascoltare, ma senza lasciare troppi ricordi: nettamente meglio la parte di My Dear Killer.

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