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Murcof & Philippe Petit – First Chapter (Aagoo/Rev Laboratories, 2013)

Un disco dal titolo First Chapter non può essere che l’inizio di un qualcosa e questa collaborazione tra Murcof e Philippe Petit, anticipata da varie collaborazioni dal vivo, ha tutta l’idea di essere una cosa seria. Entrambi scafati musicisti elettronici, i due qui producono una musica che compenetra bene quelle che sono le loro caratteristiche da solisti, anche con l’aiuto di qualche ospite. Nel primo lungo brano una melodia struggente si fa via via spazio tra i suoni a contorno e crea un ottimo crescendo accompagnato da drones, che culmina con l’inserimento della voce rielaborata di un mezzosoprano, per poi seguire strade tortuose tra il barocco e l’inquietante, fino alla scura coda del finale. Coda che si allaccia al secondo brano, dove è in evidenza una viola, circondata da uno sfarfallio di suoni ad alte fequenze e da un incedere lento di un drone percussivo, a comporre una folle marcia rallentata e straniante, su cui si inserisce una raggelante voce rielaborata che dona al tutto una impagabile atmosfera da isola del Dottor Moreau. Dopo un breve momento di sospensione in cui crederete di vedere spuntare gli zombi da dietro la porta, attacca una dark ambient eterea, su cui l’uso magistrale di un giradischi dona una parvenza ritmica, lasciando spazio allo psalterion per melodie dissonanti, in attesa del liberatorio crescendo finale. Tre brani per quaranta minuti circa per un disco monumentale con richiami neoclassici (credo in quota Murcof), strumenti analogici (piano, cembalo e tutto l’armamentario di Petit) e rielaborazioni digitali in odore di colonna sonora che non lasciano spazio a dubbi: tre anni di concerti assieme hanno dato il loro risultato.

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