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Lucifer Big Band – Atto II (Bloody Sound Fucktory/HYSM?/Neon Paralleli/Lemming, 2014)

Perseverare è diabolico, recita il proverbio. Così, coerentemente, Angelo Bignamini (batterista di The Great Saunites) torna con la sua luciferina creatura a tormentare i nostri sonni. Lasciando da parte i toni soffusi dell’EP Ugo, Atto II rappresenta la logica evoluzione del lavoro d’esordio, del quale amplia il parco strumenti con chitarre, flauti, percussioni, synth e incupisce i toni fino ad immergersi nel rumore.
È un suono sotterraneo quello di questo nuovo lavoro della Lucifer Big Band – che, ricordiamolo, è composta dal solo Bignamini – un suono magmatico e mutevole, che veicola il flusso di coscienza del musicista e trascina con sé l’ascoltatore. Nel primo dei due brani dell’album veniamo accolti senza complimenti da chitarre e sintetizzatori che gridano come sirene antiaeree e batterie elettroniche e acustiche che impazzano in un vortice di suono ottundente, un free rock metallico che vira il all’industrial lo spirito sciamanico di Atto I. Poi i volumi calano ma il rumore non si placa, fra cigolii, synth spettrali sullo sfondo e stridori da fonderia finché una batteria non viene a rimettere ordine dando la possibilità alle tastiere di stendersi morbide, una chiusura psych-tribale che pare riconciliarci col mondo. Non illudetevi, non è così. Il brano che segue, non così immediato ed ugualmente rumoroso, richiede un approccio diverso, meno fisico e più mentale: è una suite ambient dai tratti ritualistici, caratterizzata da un suono sporco e pulsante, incrostato di frequenze disturbate, suoni concreti, battiti irregolari, in cui a fatica (e non sempre) si distinguono gli strumenti coinvolti. Un viaggio alchemico all’intero della materia-suono che si conclude con un tintinnio di campanelli che sancisce il ritorno alla realtà. Con Atto II la Lucifer Big Band si spinge ancora più in là del gruppo d’origine sulla strada della psichedelia oscura: una colonna sonora perfetta per riti voodoo del nuovo millennio.

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