since 1997, our two cents on indie/punk/post/electronica and more...

Tag Archives: kyuss

Psychocandy – Le Canzoni Dei Folli (Autoprodotto, 2006)

Buon prodotto di stampo tipicamente americano per questi quattro metallari del mezzogiorno che porano in giro il nome Psychocandy. Benché appunto si ispirino dichiaratamente a Melvins, Kyuss e Q.O.T.S.A. il cantano (o salmodiato) in italiano non è deprecabile come può sembrare ad un primo ascolto. Inevitabilmente si va a scontrare con un sound che con la nostra madrelingua ci sta come "spaghetti con maionese", ma si sa, l’inventiva nasce dagli azzardi e non dalla tradizione. …

Read more

Spock’s Beard – Octane (SPV/InsideOut, 2005)

Per carità, non vi inganni la pompa di benzina! Non siamo dinnanzi agli ennesimi imitatori dei Kyuss né tanto meno a nuovi inquilini di High Street. Magari! No, continuiamo piuttosto ad esplorare il variegato ed insidioso mondo della InsideOut, etichetta ormai prostrata alla scoperta e alla promozione del nuovo hype del momento: il tetra prog, il progressive in tetrapak. Biodegradabile, sano, colto, un filino pedante, ma pieno zeppo di svolazzi alla Versailles. Da un certo punto di vista mi sento ormai come Tex Willer con Mefisto o Alan Ford con Superciuk (ho pensato anche a Holmes con Moriarty, ma sarebbe stato esagerare).Ognuno ha la sua nemesi e, talvolta, la rivelazione gli arriva suo malgrado: io sono ossessionato dal tetra prog. Prismi strumentali in continuo movimento, sempre pronti a mostrarti una faccia diversa appena inizi ad abituarti alla precedente. …

Read more

Chrome Division – Doomsday Rock ‘n Roll (Nuclear Blast, 2006)

Ho deciso di dare una svolta alle recensioni di brutti dischi per non prendermi una patente pirandelliana.Con orgoglio posso dire che questo è il disco dell'estate. Sì lo so, la copertina è frusta come il pannolino di un neonato, ma non importa: se ancora credete che The Ace of Spades sia il disco più grande di tutti i tempi, se criticate agli Entombed di non essersi mai coordinati completamente nella successiva svolta stilistica, se siete brutti, unti, grassi e scoreggioni: ebbene, questo album è per voi. Ma può esserlo anche se siete belli e stilosi come il sottoscritto.
Chitarre crushing, suono gonfio come la pancia der Bisteccone, tiro turbo e voce da uomo delle nevi. I Chrome Division potrebbero  durare anche solo lo spazio di un disco soprattutto per la genesi da quasi side project, ma a me basterebbe per farmi passare un' estate pari a quella di Vamos a la Playa.  …

Read more
Back to top