Barbara De Dominicis: lady sings the blues, ma non solo

Ho conosciuto Barbara De Dominicis grazie ad Anti-Gone, il suo debutto in solo, un lavoro a-melodico ma al tempo stesso molto eterogeneo, e col passare del tempo mi sono reso conto che a differenza di molte “cantanti al femminile” Barbara era molto interessata alla musica ad ampio respiro, alla sperimentazione e a musiche non propriamente easy. Il suo stile vocale e le sue capacità farebbero la gioia di molti progetti pop, ciò è per altro dimostrato dal lavoro in coppia con Julia Kent con la quale non disdegnano delle tracce fortemente filmiche (non a caso credo che la parte più interessante del lavoro sia quella corredata dallo splendido documentario di Davide Lonardi), ma al tempo stesso sembrano volersi concentrare su strutture non propriamente semplici.

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Parallel 41 – Parallel 41/Faraway Close (Baskaru, 2012)

Parallel 41 sono Julia Kent (violoncello) e Barbara De Dominicis (voce ed effetti). New York e Napoli. Due città così distanti, unite alla stessa latitudine, dal 41mo parallelo, una linea immaginaria che congiunge due esperienze, fatte di sessioni di registrazione, molto spesso legate al contesto e poco disposte e rimanere chiuse nel formato del disco: sonorità umorali, estemporanee, a volte inquietanti, spesso  prese in ambienti  aperti, inospitali, che cercano di catturare, tramite fields recordings, loops, violoncello e idrofoni un’esperienza visiva/emotiva durata l’arco di dodici mesi (tra il 2009 e il 2010). L’ennesima esibizione che mi sono perso l’anno scorso all’arci Casbah a Pegognaga, ma sorvoliamo. Un approccio molto difficile quanto ambizioso, tanto studiato nei dettagli nella post produzione, quanto lasciato all’improvvisazione delle sensazioni durante il tragitto, fra location o spazi suggestivi come stabilimenti abbandonati, gallerie di montagna, vecchi casolari e la fortezza di Forte Marghera. Questa interazione di luoghi scardina, o cerca di scardinare, dicevamo, il concetto di album proiettandosi sempre sull’ambiente, sullo sguardo.

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Julia Kent – Green And Grey (Important/Tin Angel, 2011)

Torna col suo secondo disco solista la violoncellista Julia Kent, canadese residente a New York, ma in realtà cittadina del mondo: il suo esordio Delay infatti era stato composto negli aeroporti delle città dove via via si trova per registrazioni e concerti. Infatti è in attività dal 1989 e suona e ha suonato con Antony And The Johnsons, Angels Of Light, Devendra Banhart, Larsen, Barbara Morgenstern, Blind Cave Salamander e moltissimi altri, oltre ad essere tra le fondatrici delle Rasputina.

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Paolo Spaccamonti – Buone Notizie (Bosco, 2011)

Gradito ritorno di Paolo Spaccamonti dopo un gradevole esordio che aveva lasciato ottime impressioni. La semplicità si conferma una delle migliori frecce all'arco del musicista torinese che però mira a complicare il discorso aggiungendo contrabbasso, batteria, violoncello e diverse ospitate illustri che vanno da Fabrizio Modenese Palumbo a Daniele Brusaschetto a Julia Kent. La cosa paradossale del nuovo disco di Spaccamonti è che aggiungendo batterie ed altri strumenti talvolta risulta più dichiaratamente post-rock del lavoro di esordio, ma in parte ciò aiuta a mettere a frutto un buon prodotto fatto in funzione dei live, ma anche nella pura e semplice prospettiva di scrivere dei pezzi.

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