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Stinking Lizaveta – 7th Direction (Exile On Mainstream/Translation Loss, 2012)

Gradevoli affondi tutti strumentali per questo terzetto di Filadelfia innamorato di una certa psichedelia tutta anni settanta (ma anche ottanta) che a lungo andare però tira la corda. In fin dei conti l’onanismo chitarristico è una ragione di vita sia esso da perseguire religiosamente tanto quanto sia da combattere tenacemente e a qualsiasi costo. In questo caso ci troviamo innanzi ad una summa dell’assolo nelle mille declinazioni possibili ed immaginabili: un po’ come quando in un grosso negozio di strumenti musicali ponete l’orecchio a chi prova le chitarre. La percezione è sempre quella di veder dilaniati da un’orda di zombie i più famosi chitarristi degli ultimi cinquanta anni in una sorta di pressapochismo da bricolage della domenica. L’amore viscerale per Ritchie Blackmore, Robert Fripp e Jerry Garcia è palpabile ed autentico, ma nonostante tanto trasporto si ha come l’impressione di sentir qualcuno che vuol curare tutte le malattie con l’aspirina o, peggio, solo con la preghiera. Il tessuto musicale degli Stinking Lizaveta non si srotola attraverso la struttura song, ma bensì in un eterno divenire chitarrristico dove gli altri strumenti sono praticamente inesistenti e di contorno ad una sei corde costantemente avvoltolata nei suoi viaggi e nelle sue improvvisate digressioni. Una fatica.


http://www.myspace.com/stinkinglizaveta

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