Rainer Maria – Catastrophe Keeps Us Together (Grunion, 2006)

Even if Rainer Maria are an emo band, Catastrophe Keeps Us Together is not an emo album. Con questa citazione si può sintetizzare l'intera recensione del nuovo album dei Rainer Maria uscito sotto la neonata label Grunion e prodotto da Malcom Burn (già con Bob Dylan, Iggy Pop e Patti Smith) insieme con Peter Katis (Denali, The National, Interpol). In Look Now, Look Again c'era l'indie rock fine anni novanta con la sua angst tardo adolescenziale che traduceva in musica tutto il disagio possibile unito ad un'incredibile emotività (saliscendi vocali, duetti, suoni tanto tirati quanto dolcissimi). Tutto questo maturato tra un libro di poesia e una chiacchierata nei giardini dell'università del Wisconsin. Quel disco era e rimane un capolavoro tutt'ora insuperato. Punto e a capo. I tempi dell'università sono passati da un pò, ma nonostante ciò si cerca lo stesso, e a tutti i costi, di strappare le sensazioni e gli attimi oramai irrimediabilmente persi. Forse per fermare il tempo, chissà. Cosa ci resta? Catastrophe Keeps Us Together, un album dignitoso, fatto di belle canzoni (Catastrophe; Burn; Terrrified; Southpaw) esaltate dalla voce di Caithlin, una delle poche capace di donare ottimi spunti nell'alchimia tra basso chitarra e batteria. Ma la sensazione di avere a che fare più con Shania Twain (con tutto il rispetto per l'ex icona della musica country) che con i romantici protagonisti dell'ondata emo/indie si percepisce a volte un pò troppo. Siamo di fronte ad una  resa incondizionata al pop che già travolse a suo tempo i Death Cab For Cutie (e a me Plans era pure piaciuto). Insomma: gli straordinari duetti maschile/femminile (come già nel precedente Long Knives Drawn) sono un lontano ricordo – Caithlin ora ha tutto lo spazio per sè – e la chitarra di Kyle Fisher ha smesso di ruggire svolgendo il suo onesto lavoro all'interno di un disco tutto sommato, ripeto, dignitoso ma anche ostinatamente statico. Se volevate il degno erede di Look now… non è questo il disco giusto; se, invece, cercate un album fatto di canzoni agrodolci e catchy, Catastrophe potrebbe anche piacervi. E non poco.
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