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Massimo Olla – Structures (Azoth, 2017)

Le strutture che Massimo Olla costruisce col suono in questo disco sono esattamente come quelle che vedete sulla copertina (che immagino siano un rendering digitale, ma potrebbero benissimo essere un’opera di Edoardo Tresoldi): esili ma solide e con un che di spettrale. Structure 1 ne è fin da subito un buon esempio: pochi strumenti, quasi tutti anticonvenzionali (metalli incurvati e baloon sax accompagnati da una loop station), e un incedere lento, quasi doom, che si dipana in forma libera come un corteo in una fosca New Orleans. Assunto il post-industrial come filosofia, Structures sa guardarsi intorno per prendere dalla realtà quanto gli serve da riutilizzare nei propri schemi, sia esso il trombettismo mesmerizzto di certo jazz di frontiera (Structure 2) o il concretismo rivisto in chiave ritualistica che sembra chiamare in causa i Phurpa  di Structure 3, o ancora le atmosfere liturgiche, a cui contribuisce Simon Balestrazzi, di Structure 5. Sono tutte influenze che, insieme ad altre, diversificano e colorano (a tinte invero sempre fosche) il lavoro, ma che non gli fanno perdere personalità o coerenza: le strutture sono salde e il disegno che sottintende a tutta l’operazione rimane chiaramente leggibile nel corso dell’intero disco. Un disco che, è giusto precisarlo, non è dei più immediati ma richiede tempo e voglia di immergervisi per sfuggire all’impressione superficiale che si tratti del solito lavoro di rumore strascicato e informe. Le possibili interpretazioni e suggestioni, sotto l’apparente freddezza delle tracce contraddistinte da numeri ordinali, sono molteplici e non secondario è il fatto che in Structures quasi nulla è ciò che appare ( o meglio, si ode): ascoltate un suono che battezzate come una tromba o un sax o un timpano, poi leggete nel libretto ed è altro, il più delle volte uno strumento autocostruito, perché il disco è anche un banco di prova per molte creazioni dello stesso Olla, in veste dunque non solo di musicista, ma anche di novello Efesto, forgiatore di insoliti strumenti metallici. È questo un disco che riserva parecchie sorprese, sta a voi dargli la possibilità di farvele scoprire.

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