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Lali Puna – Our inventions (Morr Music, 2010)

Penso che chi abbia amato, anche per un breve lasso di tempo, gruppi come Notwist, Mùm e i primi Belle And Sebastian oltre che il dream pop in genere, non possa esser rimasto immune dai Lali Puna. Oggi è vero, se si parla di indietronica molti cominceranno e mettere la mano nella fondina. Non è facile arrivare dopo quasi sei anni col quarto disco, sai che nel frattempo il mondo un po' è cambiato e che i tuoi ascolti hanno preso direzioni diverse. Il plotone di esecuzione è lì che aspetta tutti al fatidico quarto, attempato disco. Un po' di clemenza ci vuole comunque per chi come loro ha tracciato le linee di quello che ormai è il suono consolidato, tipicamente Morr Music. Sinceramente non credevo esistessero ancora i Lali Puna. Nello scaffale li ho ritrovati vicino ai simili e purtroppo dimenticati, KÖmeit. Ma Morr oramai sforna dischi sempre più intimi, plasticosi e pop – e, in certi casi, pur scommettendo sul già sentito riesce pure nell'impresa, vedi l'ultimo The Go Find – sui quali i Lali Puna fanno anche ora la figura dei signori. Se Faking The Books nel 2004 era il fatidico terzo disco bruttino e dalle zero sorprese (non per il sottoscritto, anzi!), qui che possiamo dire? Nulla di che, se non tutto quello che già sapete su di loro ribadito come fosse un loop-rifugio sicuro e consolatorio: a volte la musica è anche questo, se non altro.

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