Chris Corsano & Bill Orcutt – Brace Up! (Palilalia, 2018)

Conclusa l’esperienza con gli indimenticabili Harry Pussy, Bill Orcutt ha costruito una solida carriera solista mettendo a fuoco uno stile chitarristico del tutto peculiare e deflagrante. Basta ascoltare dischi come A New Way To Pay Old Debts (Edition Mego, 2011) per apprezzare il modo poeticamente furioso di comporre con la chitarra acustica pezzi di rara bellezza come Too Late To Fly; oppure l’ultimo lavoro per elettrica dello scorso anno, intitolato col suo stesso nome, che raccoglie diverse e personalissime interpretazioni di classici, tra cui una travolgente Loney Woman o la dolce Over The Rainbow. Ma ancora più toccante e visionaria in Bill Orcutt (Palilalia, 2017) è una delle sue composizioni originali, dal titolo tanto suggestivo quanto la profondità delle musica stessa, The World Without Me. Da ricordare poi le molteplici collaborazioni improv di tutto rispetto, tra cui l’ottimo Live at Cafè Oto assieme a Okkyung Lee uscito su Otoroku nel 2016.
Chris Corsano è anch’esso un musicista di personalità indiscussa, con il suo approccio ipercinetico di praticare l’improvvisazione batteristica e un tocco immediatamente riconoscibile. Un suono visceralmente fisico, cesellato nel tempo a fianco di una stregua interminabile di sodali, a partire dalla Death Unit con Carlos Giffoni, Brian Sullivan e Trevor Tremaine, passando per i Vampire Belt assieme a Bill Nace, fino ad arrivare a Nels Cline, Joe Mcphee e Paul Flaherty.
Sta di fatto che ascoltandoli suonare assieme appare subito lampante come tra i due ci sia un’affinità elettiva come raramente accade di poter contemplare, ancora più evidente in quest’ultimo lavoro in studio. Brace Up! arriva dopo una lunga serie di live performance, un sette pollici, alcune cassette e un devastante disco lungo, The Raw And The Cooked (Palilalia, 2016), dal suono selvaggio e lofi, dove i centri espressivi e il senso dello scambio erano poesia per le orecchie. Ma in questo nuovo lavoro si va ancora oltre, grazie anche a una produzione che pulisce, facendo risaltare dettagli preziosi, pur mantenendo intatta tutta la veemenza espressiva dei nostri e mostrando chiaramente come l’interplay istantaneo del duo sia fatto di sostanza mentale e di una comprensione reciproca quasi telepatica (provate ad ascoltare She Punched a Hole in the Moon For Me, ad esempio). Caratteristiche che permettono alle rispettive visioni di mantenere inalterata la loro unicità, creando allo stesso tempo una compenetrazione sonora che va assolutamente oltre la semplice somma delle parti.
La title track che apre il disco racconta già molto e da una chiave di lettura fondamentale per capire a fondo l’importanza di un lavoro come questo. Una visione che esprime continuità con il noise rock più libero e sperimentale di scuola Stiltbreeze, con la tradizione del free jazz declinato con impeto punk e con le soluzioni creative e anticonvenzionali della now wave chicagoana degli anni d’oro. Argomenti importanti che Orcutt e Corsano hanno contribuito ad alimentare negli anni, ma è evidente che qui non si tratta di mera riproposizione, ma di un reale e vivo percorso contemporaneo, di una consequenzialità che trova una declinazione inedita ancora oggi. Corrosivi pattern noise insistiti, improvvisazione radicalizzata e rumorosa e assalti di blues dilaniato. Tra frammenti feroci e toccanti sospensioni che deflagrano rovinosamente, la voce di Orcutt intona occasionalmente l’incedere delle note aggiungendo ulteriore fascino al discorso, eccezionale Love and Open Windows, e Corsano risponde colpo su colpo con un’intensità travolgente. Fino ad arrivare a una lancinante Paranoid Time che aggredisce con classe senza precisare se sia o meno un tributo ai Minutemen, ma tanto basta per elevare al quadrato il tuffo al cuore. Un lavoro esplosivo fatto di intuizioni tirate giù con impressionante efficacia e uno sguardo limpido che sa perfettamente come colpire duro, ma anche come distendersi in abrasive suggestioni poetiche piene di significato. Non credo sia necessario aggiungere che Brace Up! oltre a essere molto bello è un disco illuminante. Comunque lo è.

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