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Chevreuil – Fils Unique 7″ (Collectif Effervescence, 2007)

Math rock strumentale, un duo chitarra e batteria, per di più registrato al solito in modo impeccabile in presa diretta da Steve Albini agli Electrical Audio e subito la domanda rimbomba ovvia nella testa: ma quanta roba del genere c'è da anni in giro? E' chiaro che molti fra gli appassionati conosceranno o almeno avranno già incontrato i Chevreuil su qualche rivista o sulla rete, dato che sono già arrivati al quarto album e si parla sempre un gran bene di loro in giro. Ed è anche chiaro dalle premesse che qui non si inventa niente, però…

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Gastr Del Sol – Twenty Songs Less 7″ (Minority, 2006)

Ebbene sì. Finalmente Jim O'Rourke ha capito che per lui non c'era davvero niente da fare di utile all'interno dei Sonic Youth: dischi così così e soprattutto visto sul palco assieme al quartetto classico sembrava davvero come un personaggio di serie b fuori posto. Giustizia è fatta: fuori dalla band dunque e… quale migliore idea se non riprendere in mano i Gastr Del Sol? Telefonare a David Grubbs per una session sarebbe stato facile ma indietro (forse) non si torna. E così questo 7" è una ristampa di ben quattordici anni fa: nella foto promozionale ci sono due ragazzotti un po' impacciati dietro ad una statua di Lenin e Stalin. All'improvviso mi sento un matusa.

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The Mainliners – Dead Man’s Hall/Daughter Of Dimes 7″ (Crusher, 2004)

Una seratina che è lì-lì per iniziare, buio fuori, gli anfibi che per qualche motivo restano addosso, la cintura borchiata si allenta ma non si sfila.
Il momento è cruciale. Potresti frugare in quel ripiano della libreria e riesumare quei 3-4 grammi d'erba, oppure svuotare la bottiglia di Merlot. Ma anche tutte e due le cose.
E poi finisce che ti butti sul vino, perchè la stanchezza ti ovatta i movimenti e rollartene una non sarebbe proprio cosa. Mentre ti versi il primo bicchiere e guardi il rosso rubino, ti viene in mente che hai mezza dozzina di 45 giri in un angolo della stanza, che attendono una recensione. Li ripeschi e il primo è firmato dai Mainliners. Lo piazzi sul piatto senza pulirlo, dai un calcio allo stereo, per sbaglio, e il disco parte da metà.

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Hue – Un’Estate Senza Pioggia (Trazeroeuno, 2006)

Mentre vi preannuncio che a breve un’intervista ad Hue sarà on-line su questo stesso sito, ecco qui un suo lavoro solista. Prodotto da Grey Sparkle in collaborazione con la stessa etichetta di Passo Uno (a cui Uggeri aveva preso parte), si trata comunque disco diverso e per quanto melodico, senza dubbio più difficile. Sotto questo splendido titolo Hue raccoglie una serie di “field-recordings” effettuate su e giù per lo stivale ed impreziosite anche grazie alla collaborazione di Giuseppe Verdicchio (Nimh), Aal, Andrea Marutti, Paolo Ippoliti (Logoplasm) e Nefelheim, per quanto vi dicano poco, sono alcuni nomi celebri della musica ambientale e delle “field-recordings” del “Bel Paese”.

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