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The Points – S/T (Mud Memory, 2008)

Roba da far sembrare gli Zeke progressive con l'ukulele e i Ramones troppo concettuali per essere punk-rock, The Points, trio/duo(?) della Virginia, vanno giù a testa bassa coi soliti giri one-two-three-four, ma lo fanno a meraviglia. C'è da notare che il tasso di acidità della chitarra, gravida di fuzztoni e riverberi, fa spesso strabordare l'anima della band in un garage emozionale e volitivo, ma senza cedere un momento o tirare il fiato. La voce, invece, sommersa nel ronzio generale, ha un cipiglio western tra Supersuckers e adolescenza nel mid-west: insomma, come si dice in questi casi, non cambieranno la storia del rock, ma il loro sporco lavoro lo fanno bene. Il disco esce su Mud Memory, etichetta di Washington cui fa capo, tra gli altri, Justin Moyer (El Guapo, Supersystem). Un disco consigliato a chi porta ancora la maglietta dentro i pantaloni, si addormenta con le Converse abbandonate sotto il letto e ha la stessa pettinatura dai tempi delle medie.

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