Nils Rostad – Ujamat/Harmony Hammond (Solar Ipse, 2013)

Più che una ristampa quella che ci propone la Solar Ipse è l’edizione CD dei due più recenti album di Nils Rostad – polistrumentista norvegese poco noto da queste parti – stampati in limitatissima edizione vinilica e subito esauriti. È quindi un’operazione meritoria, che rende disponibili a un pubblico un po’ più ampio due notevoli lavori altrimenti destinati a un rapido oblio.
I due lavori si dividono il minutaggio del supporto digitale in maniera abbastanza equa, ma Ujamat, l’album del 2011, suddivide il proprio tempo in ben tredici tracce, mentre il successivo Harmony Hammond ne contiene solo cinque, decisamente più lunghe: è questo lo specchio di due lavori radicalmente diversi, anche se legati dalla comune lontananza da ogni forma convenzionale. Il primo è un geniale cut up dove ogni traccia sfoggia senza compiacimento i più svariati strumenti, arrivando a rappresentare quasi ogni stile, dalle marcette di sgangherate orchestrine a caotici momenti free: nel caleidoscopio musicale di Ujamat può capitare che un brano parta come una filastrocca e si trasformi in un drone scurissimo, ma tutto avviene senza forzature e con una notevolissima capacità di sintesi, sicuramente il tratto distintivo dell’intero lavoro. Harmony Hammond, pubblicato nel 2012, è relativamente più canonico – ma cosa non lo sarebbe a confronto a Ujamat? – e incentrato sulle qualità di una chitarra che passa da delicati momenti folk a indiavolate sfuriate avant, mantenendo sempre un feeling profondo. Un album meno appariscente del fratello, più meditativo, ma non inferiore: semplicemente una delle tante sfaccettature di una personalità notevole che questo CD di permette di conoscere in modo approfondito.

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