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Brutal Truth – Evolution Through Revolution (Relapse, 2009)

Con la bella stagione sbocciano i frutti migliori. In questo caso non è proprio una primizia, chiamiamola piuttosto un graditissimo ritorno. Li avevamo lasciati alla fine della decade scorsa con l'emblematico doppio epitaffio Goodbye Cruel World che racchiudeva, oltre ad un bellissimo live in Giappone, un cd extra di outakes e covers. Poi lo scioglimento, una separazione dovuta a problemi personali tra i componenti che, come si dice, erano "caratterini di tutto rispetto". Per gli approfondimenti del caso vi rimando all'intervista a Kevin Sharp ancora disponibile nelle pagine del vecchio sito. In questi dieci anni di cose ne sono successe tante: Kevin Sharp si è laureato, ha collaborato con gli australiani Damaged, ha formato Venomous Concept con King Buzzo e Shane Embury (autori di due pregevoli lavori old-core su Ipecac). Brent McCarty ha messo sù famiglia, Rich Hoak ha agitato le pelli di Total Fucking Destruction, mentre Danny Lilker (sicuramente la figura più importante di sempre nel metal estremo) ha rimaneggiato S.O.D, Exit 13 e Nuclear Assault. il moniker Brutal Truth è tornato alla ribalta solo per l'album tributo a Eye Hate God (volto a raccogliere fondi per la ricostruzione dello studio degli stessi E.H.G., distrutto del tornado Katrina). E siamo al presente. "Gurn" Mc Karty è stato definitivamente sostituito da Erik Burke (Kalibas, Sulaco ed ultimi Nuclear Assault), mentre il resto della band è rimasto invariato. Il nuovo lavoro non si scosta molto dagli ultimi prodotti anni novanta: rifferama vorticoso, raramente  ritmico, avvitato su certa scuola grind giapponese. I break rumoristici sono stati accantonati per privilegiare piuttosto alcuni disperati intermezzi sludge (Detached) che rimembrano l'intro di Need To Control. Oggi più che mai la voce al vetriolo di Kevin Sharp si muove disinvolta e varia all'interno di strutture talmente serrate da lasciar poco spazio al "bel canto". Un disco non certo innovativo, ma che non deluderà l'attesa di tutti quei fans che hanno atteso pazienti, ma fiduciosi questo grande ritorno. Da segnalare le sperimentazioni free di Semi-Automatic Carnation e i passaggi armonici (si fa per dire) di Afterworld. Smoke! Grind! Sleep!

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