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Bologna Violenta – Uno Bianca (Dischi Bervisti/Woodworm/Wallace, 2014)

E’ la ricostruzione attraverso un’ immaginaria soundtrack della scellerata odissea dei fratelli Savi meglio noti alle cronache come la banda della Uno Bianca. Negli intenti stavolta Bologna Violenta / Nicola Manzan centra in pieno il bersaglio, allontanando l’asse creativo da qualsiasi revival poliziottesco (ci mancherebbe altro), bensì sviluppando un epico cybergrind che incoraggia l’immaginazione a disotterrare uno dei momenti più cupi e sconcertanti della criminalità del nostro paese. Gelide raffiche grind percorse da tastiere drammatiche evocano a dovere la veloce e spietata preparazione con cui i malviventi agivano, sorprendendo soprattutto per le crudeli improvvisazioni che lasciavano sul selciato vittime innocenti e talvolta casuali. Ne consegue sia molto più interessante l’esplorazione di questo percorso rispetto agli approfondimenti mondo movie che avevano interessato in passato l’artista trevigiano. Musicalmente, come già sottolineato, ci troviamo dalle parti di Genghis Tron, ma anche Locust con una spruzzata di Between The Buried And Me, il tutto per forza di cose condito in spaghetti western. O meglio, dovendo collocare il lavoro in un immaginario cinematografico sarebbe più consona la filmografia fine anni sessanta di Carlo Lizzani (Banditi A Milano e Barbagia). Insomma il bello di Nicola Manzan è la capacità di sorprenderci sempre. Non ci resta che aspettarlo come compositore originale di un qualche interessante film o serie tv: cosa di cui il nostro paese ha sempre un terribile bisogno.

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