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Bobby Soul And Blind Bonobos – Dodici Lanterne (CNI, 2017)

Riecco Bobby Soul l’inesaurubile oracolo genovese o il Mario Biondi de noartri: sempre più sprofondato nelle radici della Superba e sempre più incontenibilmente lontano da qualsiasi etichetta. Questa volta la guest più ilustre è il “Pennellone” : istituzione totalmente underground del centro storico genovese, presente nell’album sia con un pezzo a lui dedicato sia attraverso intermezzi telefonici e ghost-assoli di cornetta. Sia chiaro che Alberto De Benedetti non è cambiato e, benché questo disco sia nettamente più blues che soul, il suo amore per la fica e per i colori della propria città (che non sono soltanto il rosso e il blu) restano invariati. Certo, se finisci su un disco di Bobby Soul qualche domanda devi portela, ma tante volte una melodia è più esaurientemente descrittiva rispetto alla maschera da supereroi che molto spesso amiamo indossare. Ciò posto, Dodici Lanterne è un disco davvvero interessante: lo sforzo creativo nel songwrining è maggiore che in passato e le canzoni ti allappano come stornelli fatti con un pesto salato e umido. Io voglio bene a Bobby Soul perchè è invisibile, ma sai che c’è, c’è sempre e sempre ci sarà e che Tom Waits ci perdoni. Eia eia alalà!

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