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Airchamber 3 – Peripheral (Fratto9 Under The Sky, 2013)

Tornano gli alessandrini Airchamber 3, dopo l’esordio su Amirani di ormai qualche anno fa: il loro suono si è nel frattempo evoluto e fatto più “morbido”, cosa che a dire il vero ha giocato molto a favore nell’evoluzione della band: non vi aspettate un gruppo da balera, ma ora la loro sperimentazione ad ampio spettro ha un volto più umano e melodico con un risultato notevole. Il disco si basa su suoni, melodie e frasi di clarinetto, chitarra, violoncello… qualcosa viene trattato e filtrato dalle macchine, ma non si perde mai la freschezza del suono analogico, si acquisiscono sfumature andando a formare un suono vario ma coeso. Una certa malinconia ed un incedere lento ma tutt’altro che rilassato (direi jazz nello spirito) sono un elemento comune alla maggior parte dei brani, però c’è spazio anche per l”intro Inhale – Exale, portentosa, a suo modo un omaggio (involontario?) alla Ventolin del gemello afese, l’ottimo dub digitale rumoroso e avvolgente di Dopamine Yuppie Dub, il contributo dell’incredibile voce di Vincenzo Vasi in Recollecting Pieces Of Tresured Memories, la silenzionsa e intima Years Of Hypothermia e molto altro… pure la ghost track! Anche ad un ascolto distratto il disco rende come ottima colonna sonora: in realtà dedicando attenzione si nota l’opera di cesello, sia nella composizione che nella registrazione e masterizzazione, ciò fa scoprire nuovi dettagli e gustare ancora di più le belle atmosfere.

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