VV. AA. – Cinque pezzi facili 5 (Under My Bed, 2012)

Capolinea per la serie Cinque Pezzi Facili: quinto capitolo, ultimi due gruppi. E finalmente, accostando le copertine, potrete riconoscere il volto che nell’insieme vanno a comporre. Incaricati di chiudere il cerchio sono i progetti diametralmente opposti di Jennifer Jo Oakley, Empty Vessel Music, e di James Davies, Konstazengraff.
Caratteristica di è stato l’affiancare a gruppi tradizionalmente folk (pur in tutte le sfaccettature del genere) ad altri dediti a suoni sintetici o comunque meno legati alla tradizione. Non di rado quest’ultima si è dimostrata più attuale delle sonorità in teoria più al passo coi tempi; questo è uno di quei casi. L’elettronica ritmica di Konstazengraff, per quanto ben fatta, sembra pagare tributo al il tempo che scorre veloce in questo ambito, risultando datata, o quanto meno legata a soluzioni già sentite troppe volte: trame sintetiche che si arricchiscono di suoni per poi sfumare una volta raggiunta la saturazione. Difficilmente viene voglia di dare un secondo ascolto. Di segno e resa opposti sono i cinque brani di Empty Vessel Music, venticinque minuti che passano troppo in fretta all’insegna di un folk lento e malinconico che, sospeso nella propria splendida atemporalità, sembra non poter invecchiare. Non c’è molto nelle sue canzoni, ma è tutto quello che serve: una chitarra acustica e una voce celestiale, accompagnate da un pugno di altri strumenti (Piano, flauto, accordion, tutti suonati da Jennifer), che emergono da un’atmosfera brumosa e lucente. Le melodie potrebbero appartenere tanto alle sirene quanto a delle sacerdotesse druide, perché anche se la nostra artista proviene da Portland, la sua musica profuma di terra d’Albione. Davvero una bella scoperta, una delle tante che Cinque Pezzi Facili ci ha regalato: anche per questo ci mancherà.

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