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Transmontane – Staring Back At You (Sick Room, 2012)

Ryan Duncan aka Transmontane, cofondatore dell’etichetta Sick Room, imbraccia da solo una chitarra dal suono sporco e subito si sprecano i paragoni con Neil Young o Sin Ropas. Se la partenza con la traccia Molecules è abbastanza promettente e ricorda i rarefatti Songs: Ohia, mano a mano che l’ascolto procede non c’è nessuna variazione di timbro e suoni e si entra subito in un limbo da songs: nohia.
Già alla terza traccia hai come la sensazione di stare a casa da un tuo amico che ti ha invitato a sentire 2-3 nuovi pezzi che ha scritto e, dopo un’ora che va avanti compiaciuto, tu non sai più come stare seduto sulla sedia perchè hai sonno e il culo ti male. Fa nulla. Le canzoni proseguono incuranti, indistinguibili l’una dall’altra ed in modo pure troppo autocompiaciuto. Un uomo con la sua chitarra e il freno a mano mezzo tirato. Pur attratto da sempre da queste cose, il pilota automatico parte dal secondo pezzo e tutto l’album più che introspettivo, come vorrebbe essere negli intenti, risulta impietosamente monocorde. Staring Back To You è disponibile in edizione limitata a 300 copie in vinile con relativo CD allegato. Ma davvero ci vuole la pioggia di un mese filato per costringerci ad ascoltarlo e tutto. L’acqua intanto è finalmente arrivata dopo una delle estati più aride di sempre.

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