The Great Saunites & Attilio Novellino – Radicalisme Mècanique (Manza Nera/Discreetrecords, 2014)

One side strikes back. Torna il formato vinilico più gettonato degli ultimi tempi, una volta tanto giustificato non da mere ragioni estetiche ma dal fatto che i dodici minuti di Radicalisme Mècanique non avrebbero potuto stare su un semplice 7” bifronte senza essere divisi. Sull’altro lato del giallo vinile capeggia invece la serigrafia di un oscuro macchinario dall’aspetto vagamente leonardesco, opera di Vivaultra stampa dall’immancabile gang di Corpoc.
Attilio Novellino l’abbiamo conosciuto in tante vesti e associato ai più disparati progetti, ma vederlo accompagnarsi a un gruppo di ambito rock come The Great Saunites mi ha onestamente sorpreso; limite mio evidentemente, dato che lui appare perfettamente a suo agio anche in questo contesto. È sempre un buon segno l’assenza di preconcetti e la ricerca di affinità che vadano al di là degli steccati di genere: in questo caso il punto di contatto è rappresentato dall’improvvisazione, che tutti gli interessati praticano pur nei rispettivi ambiti di competenza. In Radicalisme Mècanique l’incontro non avviene perfettamente a metà strada, è più Novellino a spostarsi verso i territori rock o quantomeno è questo il genere che risulta prevalente: l’intervento del musicista barese non stravolge il suono del duo lodigiano, che continua a macinare imperterrito il proprio noise strumentale, ma ne muta lentamente il DNA ed offre al contempo nuove direttrici di sviluppo. Voci, rumori e melodie ondivaghe che si insinuano fra le trame ritmiche provocando sensazioni di vero straniamento, il sax che interviene verso la metà del pezzo spostando il discorso su territori limitrofi al jazz e sul finale l’elettronica che arriva a prevalere dissolvendo ogni idea di ritmo, danno vita a una musica che stimola in ugual misura e contemporaneamente corpo e mente, psichedelia hard radicata fra i ’70 e i ’90, ma che sa guardare avanti. Il primo incontro è stato fruttuoso, speriamo abbia un seguito.

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