popewaffen

Robair/Ezramo/Fenech/Buchler/Ulva – Popewaffen (Corvo, 2011)

Combo in cui si trovano Gino Robair (che oltre ad una carriera come insegnante, improvvisatore ed altro ha collaborato "solo" con Tom Waits), David Fenech (James Plotkin, Tom Cora, Jad Fair, solo per dirne alcuni), Ezramo (Alessandra Eramo), Wendelin Buchler e Argo Ulva che invece non conosco affatto. Strumenti a corde (principalmente chitarre, preparate e non) che suonano come un carillon rotto nel caso della prima facciata del disco e tutto con un incedere vagamente ubriaco. L'effetto finale è parecchio psichedelico dato che tutto suona molto sghembo, ma alla fine la stratificazione dei diversi suoni acustici e quell'accenno di cantato femminile con l'aggiunta della tromba e dell'elettronica di Ulva rendono la pietanza parecchio digeribile.

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______spread___________________________________2009

Spread – Anche I Cinghiali Hanno La Testa (Il Verso Del Cinghiale, 2009)

Intitolare ai cinghiali il proprio CD mi appare come il segnale di un atteggiamento genuino, un approccio spontaneo e senza troppi filtri intellettuali alla materia musicale. Non è difficile incrociare cinghiali dalle mie parti e basta un giro in bicicletta in collina, o una passeggiata in cerca di funghi per incontrare le tracce di questi simpatici ungulati, pozzanghere che fungono da abbeveratoio, il sottobosco rivoltato dai loro nasi in cerca di vermi. Un'animale non troppo fine insomma, che nell'immaginario popolare evoca immagini di forza, appetito, distruzione, intelligenza grezza. Dico questo perché gli Spread, da Bergamo, mi ricordano a modo loro gli aspetti più naif di questo animale, e i boschi dove abita.

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lombriki

Larsen Lombriki – Free From Deceit Or Cunnings (Snowdonia, 2005)

Vivere nelle grotte, negli anfratti del terreno, in buie spelonche dove anche il più esile dei suoni viene amplificato. Il paradiso dell'appassionato di field recordings, le gocce d'acqua che costruiscono un naturale, lento e persistente beat, ma senza mai uscire allo scoperto, nel riconoscibile. Tutti i suoni sono filtrati dall'infinito numero di rimbalzi che le onde fanno sulle pareti delle stanze. Il riverbero. Autenticamente autenticante, fonte di realtà e corporeità dei suoni che prendono forma nel cervello non suonando fittizi e senza corpo.

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