Deison & Mingle – Weak Life (Aagoo, 2015)

Ecco l’affiatato duo Deison/Mingle, ormai stabilmente accasato presso Aagoo, presentarci il nuovo lavoro, seguito di quell’Everything Collapse(d) che tanto ci aveva impressionato lo scorso anno. E di seguito vero e proprio si può parlare, perché, nonostante l’evidente cesura dal punto stilistico, Weak Life è la logica prosecuzione di quella narrazione: un disco che di primo acchito sembra facilmente circoscrivibile in un genere, ma che con gli ascolti si rivela non facilmente etichettabile.

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Daniele Santagiuliana – Imbecile EP (Looney-Tick, 2014)

A sorpresa, pochi mesi dopo il convincente Jeremiad (dal quale Mingle ha recentemente estratto un riuscito remix) Daniele Santagiuliana ritorna con una manciata di canzoni belle e dolenti dove, all’atto dell’ascolto, il secondo termine si impone sul primo; non ce ne vorrà l’artista, sicuramente conscio di quanto il dolore si presti ad essere rappresentato in bella forma. Addirittura lo richieda, talvolta.

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Daniele Santagiuliana – Jeremiad (Looney-Tick, 2014)

Da queste parti Daniele Santagiuliana l’abbiamo ascoltato per la prima volta sui dischi del duo Deison & Mingle: esoterico in stile Coil nell’EP Low Blood Pressure, perfettamente calato nella parte nell’album Everything Collapse[d], alle prese con una cover degli Swans. In realtà è attivo da qualche anno sotto vari nomi (Testing Vault, Pariah e Anatomy fra gli altri) e con diverse collaborazioni di valore (Simon Balestrazzi, Corrado Altieri, Gianluca Becuzzi, Egida Aurea…) e questo è il secondo disco a suo nome.

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Franz Rosati – Ruins (Nephogram, 2014)

Nuovo lavoro per il romano Franz Rosati, musicista, videoartista, discografico (sua l’etichetta che fa uscire il disco) e membro dell’attivissimo collettivo AIPS, oltre che di una serie di altri progetti (Gridshape, Pathline #1). In questo disco, assemblato rielaborando field recordings, suoni live e abbozzi raccolti fra il 2010 e il 2014, affronta un tema non nuovo, le rovine, ma con piglio assolutamente originale, attraverso sette tracce piuttosto lunghe e caratterizzate da un suono stratificato e profondo, per il quale è difficile decidere se optare per un ascolto con cuffie, che ne valorizzi la profondità, o senza, per coglierne l’impatto fisico.

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