Tag Archives: lou barlow

Loobiecore, ovvero dell’essere un perdente di successo.

Mi sono sempre concentrato, forse un po’ morbosamente, su Lou Barlow. Non fraintendiamo, non sono ai livelli di D. Chapman e delle sue tragiche attenzioni verso John Lennon (Lou, non serve neanche dirlo, per indole ha sempre cercato di rifuggire da certi meccanismi tipici legati alla vita da rockstar). Il fatto è che ho apprezzato un po’ tutto quello che ha fatto, pure certa spazzatura targata Sentridoh o Folk Implosion perchè anche questa, comunque rappresentava sempre una porta in cui entravo ed intravedevo la sua vita immaginaria, qualche perla rara registrata in cucina tra i piatti da lavare, la sua camera zeppa di cose e la sua indeguatezza espressa in tutti modi: dietro le canzoni, dietro gli scarabocchi delle cover, dietro quegli occhialoni inguardabili da adolescente.

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Dusted – Total Dust (Polyvinyl, 2012)

Nome sconosciutissimo ai più, Dusted non è altro che il progetto di Brian Borcherdt tastierista e co-fondatore dei ben più famosi Holy Fuck. Se in questa band il lo-fi è calato nell’elettronica sincopata e vintage, in Total Dust l’approccio è radicalmente diverso: lo-fi sì ma intimista e lontano da qualsiasi tentazione da electro loop. A scanso di equivoci, lo preferisco in quest’ultima veste. Borcherdt trova l’ispirazione approdando ad un suono grezzo, con una vena melodica degna di Lou Barlow o di un Jack White in giornata no.

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Life Without Buildings – Live At The Annandale Hotel (Gargle Blast, 2007)

Non credo di scomodare dio quasi mai quando ascolto musica. Ma ogni tanto da quel suo fantastico trono tra i cori degli angeli va proprio fatto alzare. Più volte ho lasciato messaggi nel webspazio, dove, si sa, dio risponde a mezzo dei nerd, chiedendo il perchè dell'averci privato troppo presto di un gruppo di questa indubbie qualità. Muoiano tutti i filistei che glorificano insulse e pretestuose, nonchè presuntuose, nullità quali nuove leve dell'indie rock internazionale. L'indie rock è morto. Perchè l'hai voluto, dio? Ma non è morto col secondo disco dei Weezer, con Lou Barlow che lascia i Dinosaur Jr, con la Sonic Youth Records o con i Superchunk prodotti da Jim O'Rourke, con Juliana Hatfield alle prese con l'anoressia o Evan Dando alle prese con se stesso. L'indierock è morto con il primo disco dei Life Without Buildings. …

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Blast from the past!

Teatro Satanico – XX (Nedac, 2013)

Vent'anni che ci inquietano, i Teatro Satanico: il tempo vola, quando ci si diverte. Quattro lustri intensi, che vengono doverosamente…

23 Jul 2013 Reviews

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Sodapop Fizz – Anno 3 Puntata 6 (13/11/14)

Sesta puntata della terza stagione di The Sodapop Fizz: Emiliano e Stefano in diretta con l'ospite speciale Pietro Riparbelli che…

17 Nov 2014 Podcasts

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Kotha – XI (This Winter Will Last Forever, 2017)

Make Sodapop metal again, part. 2. Dopo Boslide è l’ora di Kotha, progetto esordiente che esce per un’etichetta che è…

12 Jun 2017 Reviews

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Lēvo – S/T (Zen Hex, 2019)

La nuova uscita su 7” dell’aretina Zen Hex è il battesimo musicale del concittadino Lorenzo Cardeti, unico titolare del progetto…

26 Mar 2019 Reviews

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Max Brand – IMA Focus (Chmafu/IMA, 2013)

Così a memoria non credo che su queste pagine si sia mai parlato di musica così indietro nel tempo: IMA…

01 Sep 2014 Reviews

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Eagle Twin - The Unkindness Of Crows (Southern Lord, 2009)

Non è stato facile scrivere del disco d'esordio di questi Eagle Twin e anche ora, a giochi fatti, ho la…

22 Dec 2009 Reviews

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The Tall Ships – On Tariffs And Discovery (Minority, 2011)

That's only post-rock, but I like it. Ecco cosa ho pensato qualche minuto dopo aver iniziato ad ascoltare On Tariffs…

04 Apr 2011 Reviews

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Polite Sleeper - Lake Effect (Expect Candy, 2009)

Già di spalla a Parenthetical Girls e Wavves (con cui condividono poco come sonorità) e con un passato hc-punk…

24 Oct 2009 Reviews

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Sleeping People - Growing (Temporary Residence, 2007)

Ricordate la Temporary Residence? L’etichettina americana post-rock melodico che fra le altre cose aveva stampato alcuni capolavori come Tarentel, Cerberus…

17 Oct 2007 Reviews

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David Tangye/Graham Wright - How Black Was Our Sabbath (Pan,…

Il titolo e gli strilli sulla copertina promettono succosa ignoranza e lasciano presagire aneddoti da scambiarsi, la sera, di fronte…

22 Aug 2007 Reviews

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Luther Blissett – Bloody Sound (Bloody Sound Fucktory/Eclectic Polpo/Brigadisco et…

Secondo lavoro per la interessante formazione bolognese dei Luther Blissett che ritorna dopo qualche rimaneggiamento tra le sue fila: perso…

18 Oct 2011 Reviews

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Sean Noonan Pavees Dance - Tan Man's Hat (RareNoise, 2019)

Seconda uscita per l’ensemble Pavees Dance capitanato dal batterista di lungo corso Sean Noonan, un cantastorie moderno che, come evoca…

02 Jul 2019 Reviews

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Appliance - Re-Conditioned (RROOPP, 2010)

Etichetta interessante la RROOPP, si concentra su pochissime uscite, una all'anno e poi stampa un triplo cd di una formazione…

03 Nov 2010 Reviews

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Keiki - Popcorn From The Grave (Cheap Satanism, 2012)

Sedicente duo satanico con sede a Bruxelles, formato da un mezzo italiano alla chitarra e una mezza inglese alla voce.…

28 Nov 2012 Reviews

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The Great Saunites – The Ivy (Neon Paralleli/HYSM?/Verso Del Cinghiale/Villa…

Torna a farsi sentire, con un vinile in tiratura limitata, il duo lodigiano, di cui avemmo modo di parlare un…

08 Apr 2013 Reviews

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Mattia Coletti – The Land (Bloody Sound Fucktory/Town Tone/Wallace, 2011)

Verso l'opera di Mattia Coletti nutro sentimenti contrastanti: ho amato incondizionatamente ogni suo lavoro in duo, dai Polvere (con Xabier…

14 May 2012 Reviews

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