St.Ride: Dadaismo Ligure E Frammentazione

Credo che gli St.Ride (myspace.com/stpuntoride) siano un fenomeno abbastanza atipico in Italia, infatti parliamo di un gruppo sperimentale ormai piuttosto longevo e che pur non essendo mai passato alla ribalta della cronaca musicale italiana, ha sempre avuto uno zoccolo duro di ammiratori. Le ragioni di questi risultati, nonostante lo scarso supporto della stampa specializzata, spesso vanno ricercate oltre che nella continuità anche nel fatto che Gusmerini e Grandi da buon gruppo di "ricerca" non si sono fermati neppure quando hanno iniziato ad ottenere gli apprezzamenti di vari addetti ai lavori come ad esempio Frans De Waard di Vital Weekly/Korm Plastic, infatti hanno continuato a cambiare ed a trasformarsi a ciclo continuo senza per questo dimenticare di avere e di coltivare un loro stile.

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Extra – F R Double E (Commune, 2006)

Già membro negli anni novanta dei Drill Team, band alt rock, il californiano J. Mills si diverte con questo progetto a nome Extra a fare un pò di testa sua, scrivendo ogni canzone e suonando praticamente ogni strumento. Io l'ascolto a volume molto alto come consigliato nel booklet,e a ragione visto che in effetti a medio volume F R Double E sembra non ingranare moltissimo, un pò come se il vostro vicino di casa sentisse i Flaming Lips  ma il muro che vi separa vi fa sembrare ogni canzone indistinta. Il suono è davvero ispirato a classici come Pink Floyd (From Me To The World e Years forse sanno un pò troppo di plagio) e Beach Boys (Forward To Mono, The Medley I Warned You About), con quella fragilità che traspare nei dischi di Robert Wyatt.

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31knots

31Knots – Talk Like Blood (Own/Polyvinyl, 2005)

La prima cosa che ti dice il fido Google se cerchi 31Knots è: 31 knots = 15.9477778 m/s. La prima cosa che ti dice il fido archivio di Sodapop se cerchi 31Knots è: due album ed un EP all'attivo per la 54°40' or Fight!… e poi? Un cambio di etichetta, e l'arrivo del nuovo batterista, un certo Jay Pellicci che come musicista (Dilute tra gli altri) e come tecnico del suono (assieme al fratellino Ian) ha centrato dei bei dischi; ma soprattutto un cambio di orizzonti, già anticipato nel mini The Curse Of The Longest Day (sempre su Own): dal mathrock alla melodia, senza perdere però per strada la propria identità.

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