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Tag Archives: fu manchu

Herba Mate – The Jellyfish Is Dead And The Hurricane Is Coming (Autoprodotto, 2009)

La grafica e le note biografiche mi facevano ben sperare per questi Herba Mate. Le radici emiliane accompagnate da un immaginario alla Guano Padano evocavano un' atmosfera alla Eraldo Baldini (Mal'aria, Gotico Rurale), un recupero e un'interpretazione insomma della tradizione e della cultura tra le più importanti del nostro paese. Molta curiosità quindi verso una supposta declinazione stoner della provincia raccontata da Guareschi come anche dagli immortali CCCP. Purtroppo invece, è stato solo un film nella mia testa, in quanto malinconia e recupero culturale si fermano soltanto nelle intenzioni. …

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The Freeks – 18/09/09 Arci Kroen (Villafranca – VR)

Riapre i battenti la residenza di campagna del Kroen dopo l'estate passata in città e lo fa all'insegna degli ospiti stranieri. I Freeks, da San Diego e dintorni, dopo aver registrato un album pieno zeppo di mostri sacri dello stoner,  sono in tour con un gruppo che raccoglie, intorno al chitarrista Ruben Romano, batterista delle prime formazioni di Nebula e Fu Manchu, ex membri di ZenGuerrilla e Heaters.

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Il Torquemada – The Killer EP (Jestrai, 2008)

Trovo bizzarro che una band, o chi per essa, per presentare la propria musica senta la necessità, come prima cosa, di elencare nella cartella stampa i gruppi con cui ha condiviso il palco. Dico questo perché ascoltando questo EP non mi pare che Il Torquemada sia un gruppo che abbia bisogno di sottolineare che ha suonato con i Verdena o i Linea 77 per dimostrare qualcosa, dato che la musica mi pare ad un livello tale da poter parlare da sola e tra l'altro non centra nulla con i gruppi citati, ma si vede che nel mondo del rock si usa così. …

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The Brain Washing Machine – S/T (Autoprodotto, 2007)

Roccioso hard rock di matrice americana quello di The Brain Washing Machine, che ben si inserisce nella ormai tradizionale e inflazionata corrente stoner dei vari Hermano, Orange Goblin, Fu Manchu, ecc ecc. Ineccepibili interpretazioni, articolate, ben strutturate sia negli arrangiamenti che nei vocalizzi che ricordano proprio il John Garcia di Wretch. I quattro veneti conoscono il sound e si sente che si divertono in ciò che fanno. E questo potrebbe bastare.

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