Ninos du Brasil – Antro Pop (Hospital, 2022)

Dopo averli seguiti in IONOI, impressionante tour di force in 20 appuntamenti nel tempo del COVID-19 ecco ritornare i Ninos Du Brasil anche su disco.
Niccolo’ Fortuni e Nico Vascellari, ritmi umidi ed amazzonici, lingo onomatopeico ed un sentore di minaccia incombente. Sempre fedeli alla Hospital Recordings di Dominic Fernow aka Prurient la nostra coppia si presenta incombente e fradicia sin dalla partenza, con una litania, A Caverna Dentro, a presentarci un lavoro che scava prepotentemente nel nostro interno, Antro Pop.
Minimalismo tropicale? Vediamo…Rocco Rampino aka Congorock (che sempre più mi sta passando sotto le mani, vedi l’ep di ELASI) alla produzione garantisce freschezza, la title track intanto si lancia su breaks spezzati mentre avanzando a tratti si sente l’influenza di uno scat dementigeno (alla Shooby Taylor, volendo citare i giganti) sedato e svegliato alla bisogna. Sono coordinate molto interessanti, soprattutto a ritmi più bassi, come nella deliziosa Nu Na Lama che assume quasi dei connotati circensi e dei latrati canini molto intonati. Il corpo oramai ha preso il sopravvento, il ritmo vince e toglie lucidità al pensiero, siano le percussioni reali o sintetiche, ci si accorge di quel che sta succedendo giusto quando arriva un elemento di disturbo. In questo caso è un bel brasiliano che da poco ha passato la cinquantina, Iggor Cavalera, che trasporta le radici necessari ai nostri per spiccare un altro bel volo in Surgir. In Preto Preto invece abbiamo un singolo techno pop trasferitosi al mercato di Zanzibar, con un bel can can di zanzare e scudisciate digitali.
Siamo quasi in chiusura purtroppo, giusto il tempo di rapire gli Olodun, drogarli abbestia e farli esibire in un rave sotto el Terminal Rodoviario de Salvador per poi dirigersi nelle profondità dell’antro, dare aria ai bassi e rilasciare liquami sotterranei ondeggiando piano il dipinto capo. È una danza dominata da un flauto e da deflagrazioni come se un organo d’ossa officiasse un rito primordiale e terreno, con un chitarrista su una piattaforma a guidare gli slanci. Il rito sembra essere terminato, ma basterebbe premere di nuovo play per un altro viaggio iniziatico…

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