Mulo Muto & Black/Lava – Worlds Corroding Under Xenomorphs’ Ejaculations (Cheap Satanism, 2022)

Dal confine italo-svizzero – ideale punto d’incontro fra le due entità che collaborano in questo progetto – allo spazio profondo il passo non è breve, ma la musica, specie quella così scura e rumorosa, ha la facoltà di accorciare le distanze e portare fra noi l’immaginario Alien-o con tutte le sue pregnanti metafore. Ecco dunque Mulo Muto e Black/Lava, in assetto di doppio duo, sfoggiare un armamentario a base di chitarra baritono, percussioni di varia natura, synth, field recordings e rumori a profusione che tuttavia, da solo, non può far intuire quello che attende l’ascoltatore: un abisso di cupo rumore che sembra emergere dalla messa a nudo dei più reconditi recessi dell’anima dei quattro musicisti piuttosto che da un lavoro a tavolino. Provando però a razionalizzare, quello che il quartetto fa è prendere il meglio del suono Earache a cavallo fra ’80 e ’90, diciamo Scorn, Godflesh e Fudge Tunnel, rallentandolo e dilatandolo fino a disarticolarlo completamente, ben oltre ciò che abbiamo ascoltato nei lavori precedenti dei due progetti separati, ma anche in qualsiasi tentativo di evoluzione della musica delle suddette sigle: simili a muscoli che si staccano dalle ossa e tendini si sfilacciano, i pattern ritmici viaggiano disassati rispetto agli stridori metallici da fonderia e al groove alla deriva nello spazio siderale; ascoltate l’iniziale A Sincere Consideration Of Human Achievements And Failures o Deserving Of Your Joyous Misfortunes e sentirete tutto questo accadere. Di fatto il suono, pur conservando evidenti tracce del DNA originale, va incontro a una mutazione: il peso atomico rimane lo stesso ma non c’è più alcun punto di riferimento o una forma riconoscibile. Che, talvolta, il risultato possa genericamente essere catalogato come dark-ambient (Comfortably Slaying Scream Queens For Martian Breakfast) o death-industrial (Cum In My Guts Before I Annihilate You) non è una scelta stilistica, ma il prodotto del processo sopra descritto: il rock, morto mille volte, si adegua al presente, una realtà che fatichiamo a nominare, dandosi una forma in continuo cabiamento, pur rifuggendo la totale astrazione che troppo spesso aratterizza questo ambito musicale. Qui la possibilità di abbandonarsi e interpretare da parte dell’ascoltatore è estremamente ridotta: quello che i musicisti vogliono comunicarci è evidente e poco rassicurante e se non lo avete capito nel corso di tutto l’album, la conclusiva Betrayal Of The Sun, un delirio techno-caos-core degno di Phantomsmasher, ve lo spiegherà senza possibilità di fraintendimento. Con Worlds Corroding Under Xenomorphs’ Ejaculations Mulo Muto e Black/Lava portano avanti magistralmente l’idea di un artigianato capace di riassemblare il macchinario musicale/tecnologico in nuove forme e per nuove funzioni, portandolo a riformulare le risposte. Che, sappiatelo, non vi piaceranno.

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