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Blake/e/e/e – Border Radio (Unhip, 2008)

Archiviati i Franklin Delano, Paolo Iocca, anche qui accompagnato da Marcella Riccardi, torna in pista con il nuovo progetto Blake/e/e/e. Non un cambio radicale rispetto alla precedente formazione, quanto piuttosto l’inserimento di nuovi elementi musicali e contaminazioni più marcate. L’album si presenta eterogeneo, privo di una vera e propria continuità tra un pezzo e l’altro. Gli umori variano dal folk a brani praticamente post punk, da pezzi tessuti su inteialature di mandolino a bassi dub.

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Pierre Bastienne – Visions Of Doing (Westernvynil, 2008)

Pensavo che la Westernvynil fosse per il pop di gusto o comunque per la musica easy listening e tutto sommato la era e la è, pensavo fosse per la melodia e infatti, nulla da dire, tutto vero e parliamo di un buon CD pur non trattandosi certo di un capolavoro. Pierre Bastiene è un buon musicista che stampa un lavoro di musica melodica e malinconica.

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Luca Mauri – Between Love And Hate (Creative Sources, 2008)

Luca Mauri non è un esordiente ma il chitarrista degli I/O, una delle migliori realtà dell’improvvisazione ragionata che sono emerse negli ultimi anni, dopo aver fornito le credenziali però va detto che questo disco con gli I/O e con il modo in cui Mauri suona nel quartetto c’entra poco o nulla. Mi sentirei di accostare parecchio disco a Justin Broadrick non tanto (e non solo) perché ne sia stato influenzato direttamente, anzi, credo che si tratti più semplicemente di progenitori comuni e di affinità di ragioni "estetiche".

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Moving Mountains – Pneuma (Deep Elm, 2008)

Ci sono quelli che detestano mettere riferimenti di altri gruppi nelle recensioni e quelli che per forza di cose li mettono sempre. Con i Moving Mountains – da Westchester, New York – non si sbaglia, anzi si può quasi citarli per plagio nei confronti degli Appleseed Cast (ascoltare 8105 o qualsiasi altra track a caso). Giuro che appena sentiti credevo che Pneuma, il loro debutto, fosse il degno successore di Peregrine o Two Conversations (Mare Vitalis lasciamolo come gemma a parte, che forse è meglio). Parte quindi in salita il disco, perchè certi suoni da un lato vengono con quasi una decina d'anni di ritardo, dall'altro perchè, eufemisticamente parlando, sono assai derivativi. Non a caso la band esce su Deep Elm.

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