37500 Yens – Astero (Distile, 2007)

Mi scuso per la banalità e per la noia che provoco nel continuare a ripeterlo, se rock dev'essere e proprio "post rock" per giunta, preferisco di gran lunga chi recupera anche pedissequamente gente che non viene rispolevrata da altri al "decibiliardemismo" gruppo: "arpeggio pulito-crescendo-esplosione, ripeti due volte e finale epico". Amichetti miei anche io mi chiedo come sia possibile che un gruppo come i June of 44 sia diventato così celebre qui da noi pur essendo fautore di una musica che a parte gli ultimi lavori era contenuta e fredda come il cadavere che diceva di volersi scopare il cantante dei T.S.O.L. in uno dei loro testi più brillanti. La menzione d'onore va quindi a Mueller, Meadows, Erskin, Scharin che insieme ai Don Caballero hanno creato la breccia da cui gruppi come i 37500 Yens sono passati, ma anche alla Washington del periodo "pre-post rock" che con Hoover, Crownhate Ruin oltre a fornire un perno basilare per Meadows e soci ha impregnato tutte le molodie di quel post-punk, post-emo depresso, tecnico e sbilenco da cui hanno attinto in parecchi. Sì, ha ragione il ragazzo in seconda fila che mugugna che questo suono è fortemente debitore nei confronti di un quel noise meno muscolare e più marcio che in altri anni aveva fatto furore. Bravo ragazzo in seconda fila, direi che hai studiato bene la lezione e porti l'individuazione del reperto al nocciolo visto che per l'appunto parliamo di suono anni '90 visto che di quello si tratta. Questo "post-rock" sbilenco ben suonato e rifinito con una padronanza tecnica e stilistica ottime (i 37500 Yens sono dei bravissimi musicisti) si arricchisce di canzoni e riff molto ispirati tanto che mi verrebbe da sentenziare (con che faccia!) che Astero passi la prova di maturità pur copiando dal vicino di banco. Come già detto per altri gruppi su Distile capacità, gusto, produzione e suono sono dalla loro ma a maggior ragione perché non cercare di fare quel saltino in avanti che permetta di distaccarsi da una riproposizione quasi pedissequa delle gesta dei propri eroi? Non è per addolcire la pillola che scrivo questo, ma questi francesi sono davvero bravi e visto che saccheggiano territori a me cari chiaramente mi piacciono parecchio, tanto che li ritengo di gran lunga sopra la media delle cose che mi capita di sentire in questo ambito di recente, ma a maggior ragione perché non fare ancora di più? Se vi ricordate Glandale, Kerosene 454, Abilene, Lincoln, Greyhouse aggiungeteli al suono dei gruppi sopra elencati e la risultante potrebbe inquadrare definitivamente questo duo.

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