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Xibalba – Hasta La Muerte (Southern Lord, 2012)

Un disco onesto e sincero, ma che sta perdendo un po’ di smalto ogni volta che lo ascolto. Questo Hasta La Muerte dei californiani Xibalba è un album tutto da ascoltare e discretamente godibile, che però alla lunga mostra qualche limite, pur rimanendo su buoni livelli. I nostri latinos debuttano su Southern Lord e mettono insieme la produzione di Taylor Young (Nails) e addirittura la mano del capo-cordata Greg Anderson, che si presta a schitarrare in due pezzi dei nostri. Le coordinate, chiariamolo subito, sono quelle dell’hardcore-metal che la Southern Lord sta imbracciando da un po’ di dischi a questa parte e forse, esclusi i nostrani The Secret, si tratta dell’uscita più interessante.

Forse alla lunga un filino troppo “tamarra” e ignorante. Perché le potenzialità per fare un disco pesante più longevo c’erano tutte, ma trovare un equilibrio tra le influenze heavy senza scadere nell’ignoranza è appannaggio di pochi. Sintetizzando all’estremo, si può parlare di un ibrido tra certo hardcore mutante e metallico degli anni ’90 e certe scansioni death-metal.  La cosa che ho più apprezzato è quella di incorporare nel suo elementi completamente fuori moda: uno su tutti il far sentire vive e presenti le influenze di band culto come Disembodied e Turmoil, i primi per il suono fangoso e pesante delle chitarre e le strutture dei pezzi, i secondi soprattutto per la voce trasfigurata. Solo che manca la geniale capacità di songwriting dei primi e il tiro micidiale dei secondi, almeno non c’è per tutto il disco. E quando le influenze metal prendono il sopravvento si potrebbe pensare a una versione di seconda mano degli Earth Crisis: sfiancanti, metallizzati ma anche monotoni e monocordi. Detto questo il gruppo dimostra di avere anche frecce nella faretra e alcuni pezzi, specie quelli tirati, riescono a gratificare l’ascolto. Altrove le pastoie sludge fossilizzano un po’ il suono del gruppo ma il citazionismo, il break di Laid To Rest è puro distillato di Disembodied, quando ben fatto tira su un album che altrove non riesce a mordere: gli inserti femminili di Mala Mujer ce li saremmo, ad esempio, risparmiati. Se amate un mix ignorante e bello pesante potete accomodarvi, io aspetto che ci sia ancora un salto di qualità: saper dominare influenze così interessanti in un formato sonoro più amalgamato e bilanciato.

 

 

 

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